3 giugno 2015 / 13:23 / 3 anni fa

PUNTO 1-Bce prevede rafforzamento ripresa, occorre proseguire con QE

(Riscrive con commenti Draghi in conferenza stampa, cambia titolo)

FRANCOFORTE, 3 giugno (Reuters) - La ripresa si farà “più ampia” nella zona euro, ma allo stesso tempo è fondamentale una “piena implementazione” delle politiche monetarie avviate dalla Bce.

Lo ha affermato il presidente dell‘istituto centrale Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita al meeting odierno di politica monetaria, che ha peraltro visto la conferma dei tassi di interesse.

“La domanda domestica dovrebbe ricevere ulteriore sostegno dalle nostre misure di politica monetaria e dal loro positivo impatto sulle condizioni finanziarie, così come dai progressi compiuti col consolidamento fiscale e le riforme strutturali” ha affermato Draghi, aggiungendo: “gli effetti di queste misure si stanno trasferendo all‘economia e contribuiscono alla crescita, alla riduzione del ritardo dell‘economia e all‘espansione della moneta e del credito”.

“Pur rimanendo al ribasso, i rischi che gravano sull‘outlook economico della zona euro sono diventati più bilanciati”, prosegue Draghi, che sottolinea una qualche perdita di slancio della ripresa dovuta all‘indebolimento delle economie esterne all‘area euro, non tale comunque da compromettere le previsioni.

Il quantitative easing precede bene, dice il numero uno di Francoforte, confermando che il programma proseguirà fino a settembre 2016 o finché la Bce non vedrà un trend sostenuto di aggiustamento dell‘inflazione verso i target.

L‘Eurotower prevede un incremento dell‘inflazione nella seconda metà del 2015 e un ulteriore rafforzamento nel 2016 e 2017.

SU GRECIA SERVE ACCORDO FORTE

Sul fronte greco Draghi si limita a spiegare che le trattative procedono e parla di una generale volontà di arrivare a un accordo.

“Il direttivo della Bce vuole che la Grecia rimanga nell‘euro, ma ci deve essere un accordo forte, e un accordo forte è quello che produce crescita, che garantisce giustizia sociale, ma che è anche finanziariamente sostenibile e che affronta la rimanenti fonti di instabilità nel settore finanziario”, afferma.

TASSI INVARIATI

Al termine della riunione odierna del consiglio, la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse, in linea con le aspettative di mercato e analisti.

Il costo del denaro resta al minimo storico dello 0,05%, raggiunto a settembre dell‘anno scorso; il tasso sui depositi overnight rimane a -0,20% e quello sui prestiti marginali a 0,30%.

Gli ultimi sondaggi Reuters si sono concentrati sulle attese degli effetti concreti del ‘quantitative easing’ ampliato ai titoli di Stato partito il 9 marzo scorso e destinato a proseguire almeno fino a settembre 2016.

L‘ultimo sondaggio, pubblicato venerdì scorso (prima dei recenti dati positivi sull‘inflazione di Germania e zona euro), vede circa due terzi degli analisti interpellati - 54 su 75 - scommettere su una chiusura del programma ultra-espansivo proprio a settembre dell‘anno prossimo, orizzonte entro cui il bilancio della Bce dovrebbe salire ai previsti 3.300 miliardi di euro.

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