6 maggio 2015 / 16:39 / tra 3 anni

PUNTO 1-Pensioni, trovare soluzione a Consulta minimizzando costi-Padoan

* Il sottosegretario Zanetti chiede che paghino pensioni più alte

* Anche Padoan tende a limitare platea oggetto della sentenza

* Il blocco delle indicizzazioni era previsto dallo Sblocca Italia (Riscrive titolo, accorpa pezzi)

ROMA, 6 maggio (Reuters) - Il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ribadisce che il governo sta lavorando per trovare una soluzione alla questione aperta dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla indicizzazione delle pensioni nel 2012-2013, cercando di “minimizzare i costi”.

Si spegne così sul nascere una polemica che stava divampando sui siti web legata ad alcune dichiarazioni del sottosegretario all‘Economia Enrico Zanetti, segretario di Scelta civica, partito centrista di governo, che ha chiesto di ridurre i costi della sentenza non estendendone gli effetti alle pensioni più alte.

“Cercheremo di minimizzare i costi”, ha detto Padoan a margine di un convegno nel pomeriggio.

Una sentenza della Consulta ha bocciato la scorsa settimana la norma del governo Monti che sospendeva l‘adeguamento all‘inflazione per le pensioni superiori a 1.400 euro nel biennio 2012-2013.

“Posso garantire che stiamo lavorando in tutte le direzioni per assumere una decisione conforme alle leggi e rispettosa della Consulta, ma che minimizzi i costi per la finanza pubblica”, aveva detto già ieri Padoan, escludendo che “ci sia una manovra all‘orizzonte”.

Una fonte governativa ha confermato ieri a Reuters che entro il mese sarà varato un decreto legge sull‘applicazione della sentenza: “E’ chiaro che le conseguenze della sentenza saranno affrontate a breve con lo strumento del decreto legge, sul quale il governo sta lavorando”, ha detto la fonte.

Il blocco delle perequazione era previsto dalla manovra del decreto ‘Salva Italia’ di fine 2011.

La sentenza della Corte ha un impatto diretto di circa 5 miliardi, che dovrebbe scaricarsi per intero sui bilanci del biennio 2012-2013.

C‘è però anche un effetto di trascinamento agli esercizi successivi, dovuto agli interessi maturati e alla rivalutazione del montante su cui si applicano i futuri adeguamenti, ancora tutto da quantificare: la Cgil arriva a stimare in quasi 10 miliardi l‘impatto complessivo della sentenza.

Oggi il segretario di Scelta Civica Zanetti aveva chiesto che gli oneri della sentenza ricadessero soprattutto su chi percepisce pensioni più alte.

“Se la sospensione dell‘indicizzazione per due anni sulle pensioni di oggi oltre tre volte la minima è incostituzionale, mentre il passaggio dal più generoso sistema retributivo a quello contributivo per i pensionati di domani non lo è, credo proprio che sia il caso di applicare ovviamente la sentenza” ma di “ripristinare un minimo di equità nella distribuzione dei sacrifici tra le generazioni”, scrive Zanetti in una nota.

(Giuseppe Fonte)

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