22 aprile 2015 / 11:20 / 3 anni fa

PUNTO 1-Icbpi, possibile cessione e poi rientro popolari con 10-15% - De Censi

(aggiunge dichiarazioni AD)

MILANO, 22 aprile (Reuters) - Dopo la cessione di Icbpi le banche popolari potranno rientrare nell‘azionariato con un quota di minoranza del 10-15%.

A confermare l‘ipotesi è Giovanni De Censi, presidente di ICBPI e di Creval, primo socio dell‘Istituto controllato dalle banche popolari.

“Penso di si, fiscalmente è più conveniente”, ha risposto De Censi a chi gli chiedeva una conferma sull‘ipotesi di una iniziale vendita dell‘intera quota e poi in un rientro che possa consentire alle banche popolari di mantenere una quota intorno al 10-15% del capitale della società ceduta.

Il banchiere ha spiegato che non si tratta di una esplicita richiesta della Banca d‘Italia ma “è una valutazione di interesse reciproco”.

La cessione di Icbpi consentirebbe ai soci ampie plusvalenze e quindi un rafforzamento patrimoniale. Il range delle manifestazione di interesse ha valorizzato l‘istituto centrale delle banche popolari tra 1,9 e 2,4 miliardi di euro.

I principali azionisti di Icbpi sono Credito Valtellinese (20,39%), Banco Popolare (9,62% +5,76% in capo a Holding di Partecipazioni Finanziarie), Bper (8,69%), Popolare Vicenza (9,99%), Veneto Banca (9,99%), Iccrea (7,92%), Popolare Cividale (5,14%), Banca Popolare di Milano (5%) e Ubi Banca (5,14%).

Secondo quanto riferito da fonti, il consorzio Advent International-Bain Capital-Clessidra, un gruppo formato da Bc Partners e Cinven e la coppia Permira-Cvc sono attualmente in gara per Icbpi, partecipata dalle principali banche popolari italiane.

L‘amministratore delegato di Icbpi, Giuseppe Capponcelli, ha confermato le tempistiche per l‘operazione cessione già emerse: alla fine della due diligence in corso, l‘obiettivo è di arrivare alle offerte vincolanti entro maggio e all‘esclusiva alla fine dello stesso mese, mentre il signing è atteso per giugno.

“Il percorso sta continuando rispettando le tempistiche previste”, ha detto l‘AD, confermando senza fare nomi la presenza di tre cordate che stanno effettuando la due diligence. “Si stanno molto impegnando con risorse e strutture, e da parte nostra ci stiamo impegando a rispondere alla richieste”.

L‘AD ha confermato inoltre la disponibilità di alcuni soci a rimanere con quote di minoranza nel capitale dell‘istituto.

(Andrea Mandalà)

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