May 5, 2020 / 11:35 AM / a month ago

Intesa più prudente su target 2021, con Ubi almeno 5 mld utili in 2022

MILANO, 5 maggio (Reuters) - Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre con un utile netto in crescita e sopra le attese, malgrado un accantonamento da circa 300 milioni a fronte dell’emergenza Covid.

La banca formula delle stime più prudenti sull’utile netto al 2021 che vede pari a non meno di 3,5 miliardi, si legge in una nota, mentre nel piano presentato a febbraio 2018 il target era di 6 miliardi.

Nel 2020 l’utile netto è stimato almeno pari a circa 3 miliardi di euro.

Nel confermare “la maggiore valenza” dell’offerta su Ubi Banca, l’istituto stima che il gruppo che nascerebbe dall’operazione avrebbe un utile netto al 2022 non inferiore ai 5 miliardi.

Aggiornate le previsioni sul dividendo, pari al 75% di payout per il 2020 e al 70% per il 2021 e confermato un Cet1 sopra il 13% nel 2021. All’annuncio dell’offerta lo scorso febbraio, pochi giorni prima dello scoppio dell’emergenza coronavirus in Italia, Intesa aveva stimato un dividendo per l’entità aggregata di circa 3,9 miliardi nel 2020 e sopra questa cifra nel 2021.

L’utile netto del trimestre è pari a 1,151 miliardi con un incremento del 9,6% rispetto a un anno prima e sopra gli 805 milioni risultanti da un sondaggio Reuters.

Senza l’accantonamento per l’emergenza Covid e con la plusvalenza netta derivante dalla cessione di un ramo d’azienda a Nexi , l’utile salirebbe a 2,3 miliardi con un buffer di circa 1,5 miliardi per i possibili impatti del coronavirus per l’intero esercizio.

A fine marzo il Cet1 è al 14,5% calcolato pro-forma a regime e al 14,2% secondo i criteri transitori.

Calano i crediti deteriorati del 3,6% rispetto a fine 2019 con un’incidenza sul totale impieghi al 7,1% al lordo delle rettifiche.

Il costo del rischio è sceso a 40 centesimi nel primo trimestre ed è stimato fino a 90 centesimi nel 2020 e fino a 70 centesimi nel 2021.

Il primo trimestre ha registrato interessi netti stabili sui tre mesi precedenti a 1,75 miliardi, mentre le commissioni nette, pari a 1,84 miliardi, calano del 14,9%.

Quasi triplicato a 994 milioni il risultato delle attività e passività a fair value, con i proventi operativi netti che crescono quindi del 6,9% a 4,9 miliardi.

In calo del 15% i costi operativi con una diminuzione del 10,7% per le spese del personale.

Gli abbonati Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando (Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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