27 febbraio 2015 / 16:38 / 3 anni fa

PUNTO 1-Renzi conferma provvedimento su banda larga a prossimo cdm

* A palazzo Chigi si lavora ancora sui dettagli del piano

* Fra le ipotesi anche incentivi ai clienti per il passaggio

* Cosa prevedeva il documento di consultazione pubblica (Aggiunge dettagli da fonti e background)

ROMA, 27 febbraio (Reuters) - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha confermato oggi che il provvedimento del governo per lo sviluppo della banda larga sarà esaminato dal prossimo consiglio dei ministri.

Il premier e segretario del Pd ne ha parlato nell‘incontro di oggi pomeriggio con i parlamentari del suo partito.

Ieri Reuters ha scritto che il provvedimento sulla banda larga, con investimenti per 5-6 miliardi, sarà esaminato dal cdm di martedì prossimo 3 marzo.

Per quel che riguarda la natura del provvedimento si tratterà di una delibera di recepimento del documento sulla strategia italiana per la banda ultralarga presentato dal governo per la consultazione pubblica il 19 novembre scorso dopo averlo proposto a Bruxelles.

Ma più fonti vicine alla situazione dicono che in questi ultimi giorni si sono intensificati gli incontri di palazzo Chigi con esperti ed operatori del settore per la messa a punto dei dettagli del documento.

Secondo due fonti, fra i punti ancora in discussione ci sarebbe anche l‘ipotesi di incentivare a partire dal 2018, qualora il piano non raggiungesse gli obbiettivi di copertura del territorio e della popolazione, i clienti che decidono il passaggio all‘ultrabanda. Ma sarà una sorta di clausola di salvaguardia da definire in caso di necessità.

Eventuali provvedimenti legislativi necessari e correlati al piano saranno introdotti dal governo nel decreto sulle Popolari, attualmente all‘esame della Camera, dice una fonte.

COSA DICE IL DOCUMENTO DEL GOVERNO

Il testo presentato dal governo a novembre prevede entro il 2020 la copertura per l‘85% della popolazione con connettività di almeno 100 mbps e per il restante 15% almeno 30 mbps. In quel documento si parla di investimenti per 6 miliardi di euro pubblici e 2 miliardi privati.

Nel documento di novembre il governo ha scelto una strada graduale per la realizzazione della rete di nuova generazione che non sarà tutta in fibra: “Le soluzioni Ftth (fibra fino a casa dell‘utente) rappresentano la condizione ideale per un‘infrastruttura di rete a banda ultralarga a prova di futuro”, ma “l‘impiego efficiente delle risorse economiche conduce ad un impiego diretto di questa soluzione solo nelle aree a maggior potenziale di business, privilegiando una logica in cui la fibra viene dispiegata inizialmente nella tratta di rete primaria (fibra fino agli armadi), per poi essere estesa nella tratta secondaria fino alla prossimità degli edifici ed, eventualmente, fino all‘interno delle unità immobiliari”.

(Paolo Biondi e Alberto Sisto, ha collaborato Francesca Piscioneri)

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