16 febbraio 2015 / 16:28 / 3 anni fa

Grecia, scarso ottimismo su accordo a Eurogruppo oggi

di Jan Strupczewski

BRUXELLES, 16 febbraio (Reuters) - La Grecia e i suoi creditori non hanno fatto molti progressi verso un accordo ponte di finanziamento, secondo fonti coinvolte nella trattativa, che sottolineano le profonde differenze su come il governo di Atene possa mantenere le promesse elettorali e, allo stesso tempo, soddisfare le controparti.

A Bruxelles è in corso l‘Eurogruppo tra i ministri delle Finanze della zona euro per discutere che cosa il governo greco, in carica da un mese con l‘obiettivo di porre fine all‘austerity e gli onerosi termini sul debito, debba fare per ottenere ulteriori finanziamenti.

“Il risultato migliore che si potrà ottenere stasera sarebbe un accordo per proseguire la discussione tecnica alla ricerca di un terreno comune per poi riprendere la questione tra qualche giorno”, ha riferito una fonte della zona euro coinvolta nel negoziato.

“Ma i Paesi dell‘eurozona potrebbero anche dire che non ci sono i presupposti per proseguire”.

L‘obiettivo più ambizioso per la Grecia oggi sarebbe la richiesta di una estensione dell‘attuale prestito in cambio di riforme, che consentirebbe di guadagnare tempo per siglare un nuovo accordo senza perdere i finanziamenti.

Secondo le fonti, nelle discussioni preliminari si è discusso di una estensione di 4-5 mesi, ma senza raggiungere un accordo. La proposta greca è stata quella di allentare il bilancio per ridurre l‘avanzo primario all‘1,5% del Pil dall‘attuale 3%.

“Ci sono alcuni margini di flessibilità e un sostegno sufficiente tra gli stati per ridurre l‘avanzo ma non è chiaro di quanto”, ha riferito una seconda fonte.

La Grecia si è detta pronta a rispettare il 70% degli impegni presi dal precedente governo per ottenere i finanziamenti, ma vuole cambiare il restante 30%.

“Non c‘è accordo su cosa questo 30% e questo 70% dovrebbero essere”, ha detto la seconda fonte. “Le questioni principali sono la riforma del lavoro, con gli impegni del nuovo governo di aumentare il salario minimo e le pensioni, e la sua riluttanza alle privatizzazioni”.

Atene è già stata esclusa dai finanziamenti del mercato per i timori degli investitori che queste promesse vanifichino alcune riforme fatte negli ultimi quattro anni in cambio del bailout da 240 miliardi.

I negoziati del week-end alla ricerca di un punto di convergenza tra la Grecia e i suoi creditori sono stati infruttuosi: “Non ci sono stati progressi rilevanti perché da parte greca si sono mostrati completamente impreparati”, ha detto la prima fonte.

“Non hanno nemmeno preso in considerazione il programma attuale”.

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