31 ottobre 2014 / 19:03 / tra 3 anni

PUNTO 1-Carige, per Fondazione tutte opzioni aperte, compreso M&A - Momigliano

(Aggiunge altre dichiarazioni, dettagli, contesto)

di Andrea Mandalà

MILANO, 31 ottobre (Reuters) - La Fondazione Carige valuta tutte le opzioni possibili in relazione agli scenari che si aprono per l‘ente dopo la bocciatura della banca genovese nei test delle Bce, compreso quello di un‘aggregazione, operazione auspicabile prima di un aumento di capitale.

Lo ha detto a Reuters il presidente della Fondazione Paolo Momigliano al termine del Cda e del consiglio di indirizzo dell‘ente principale azionista di Carige con il 19% del capitale.

“Abbiamo invitato l‘advisor a proporci le soluzioni che si possono adottare”, ha detto Momigliano.

Dal comprehensive assessment della Bce è emersa per Carige una carenza di capitale da 814 milioni di euro - effetto della proiezione dello stress test nello scenario avverso - che la banca conta di colmare con un aumento di capitale fino a 650 milioni di euro e con cessioni di asset.

La prima delle cessioni, rigardante le due compagnie assicurative, è stata già chiusa con un impatto di riduzione del deficit di circa 100 milioni di euro.

“Valutiamo tutte le opzioni compreso l‘M&A se ci saranno le condizioni”, ha specificato il presidente della Fondazione.

Per Momigliano una soluzione auspicabile sarebbe quella di un‘operazione di aggregazione prima dell‘aumento di capitale.

“Fa parte delle possibilità”, spiega. “I tempi ci sarebbero. Dal nostro punto di vista ci sarebbe una creazione di valore”, ha aggiunto.

Carige dovrà presentare il piano di rafforzamento alla Bce entro il 10 novembre e realizzarlo nei successivi 9 mesi.

La Fondazione ha già partecipato all‘aumento di capitale da 800 milioni della scorsa estate con una quota 19% ridotta dopo avere portato termine, con l‘aiuto dell‘advisor Banca Imi, un programma di cessione di una quota complessiva del 27,5% della banca genovese che ha peremsso all‘ente di ottenere i mezzi finanziari adeguati a seguire l‘operazione.

Dopo lo sforzo compiuto, partecipare ad un ulteriore aumento di capitale sarebbe eccessivamente oneroso per la Fondazione il cui patrimonio si è fortemente ridimensionato e ammonta a circa 90 milioni di euro, rischiando una forte diluzione.

Anche nell‘ipotesi di un aumento di 500 milioni di euro (minimo previsto dal Cda dei Carige) la quota di competenza dell‘ente sarebbe attorno ai 100 milioni di euro.

Tuttavia Momigliano non ha escluso che l‘ente possa partecipare alla ricapitalizzazione.

“Valutiamo tutto. Abbiamo chiesto all‘advisor di approndire e siamo ancora in una fase di studio”, ha ribadito.

In una intervista di oggi a Repubblica il presidente della banca Cesare Castelbarco ha ricordato che “non è detto che l‘aumento di capitale di Carige sarà di 500 milioni. Possiamo arrivare fino a 650, siamo garantiti per questo importo dal consorzio di banche guidato da Mediobanca”.

In merito ai tempi Castelbarco ha precisato che non è previsto prima dell‘inizio del 2015.

L‘istituto attende la risposta sul ‘capital plan’ da parte della Bce e poi serviranno i tempi tecnici di convocazione dell‘assemblea straordinaria. Inoltre, ha aggiunto Castelbarco, “se si dovrà attendere l‘approvazione del bilancio 2014, allora andremo in primavera”.

Momigliano ha sottolineato che le riunioni di oggi si sono svolte con una “unità di intenti” tra i consiglieri.

“Siamo conspevoli di avere seguito un percorso corretto sul primo aumento di capitale e adesso stiamo completando l‘approfondimento sulle decisioni assunte da Carige a seguito dello stress test”, ha detto il presidente della Fondazione.

Una fonte vicina alla situazione aggiunge inoltre che un terzo scenario analizzato nelle riunioni di oggi della Fondazione rigurda l‘ingresso di un nuovo azionista anche in occasione dell‘aumento.

“In questo caso lo scenario diventa complesso in quanto il ‘cavaliere bianco’ entrerebbe con una quota significativa a fronte del quale vuole avere un peso nella governance”, dice la fonte.

Secondo la fonte inoltre la Fondazione ha deciso oggi di inviare una lettera alla banca per chiedere dettagli sulle alternative e gli scenari che si possino presentare.

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