21 agosto 2014 / 13:58 / tra 3 anni

GVT-Tim Brasil, ipotesi fusione, ma con Telecom Italia in minoranza

* Per Telecom ipotesi fusione carta contro carta Tim Brasil-GVT

* Telecom in minoranza, ma con governance rafforzata

* Vivendi salirebbe gradualmente in capitale Telecom

* Ad oggi diverse soluzioni allo studio, ma soluzione in arrivo

di Stefano Rebaudo

MILANO, 21 agosto (Reuters) - Telecom Italia con una quota di minoranza nella società brasiliana che nascererebbe dalla fusione GVT-Tim Brasil e patti che le garantirebbero una posizione forte nella governance, mentre l‘ingresso di Vivendi nel capitale del gruppo italiano sarebbe regolato da opzioni.

Secondo alcune fonti vicine alla vicenda, è questa una delle ipotesi di accordo tra la società italiana e quella francese, che potrebbe mettere fuori gioco l‘offerta di Telefonica per GVT.

Telecom Italia sull‘argomento ha opposto un ‘no comment’.

Un portavoce Vivendi si è limitato a dire che, ad oggi, il gruppo ha ricevuto solo un‘offerta per GVT, quella di Telefonica, e che non intende fare ulteriori commenti.

Mentre questa ipotesi potrebbe rendere per Telecom Italia l‘operazione più rapida e competitiva rispetto a quella di Telefonica, per i soci Telecom Italia sembra più interessante finanziare parte dell‘acquisizione di GVT offrendo una quota rilevante nel gruppo, pari al 15-20%, emessa in seguito a un aumento di capitale riservato.

Una mossa di questo tipo, con l‘aggiunta di una parte in contanti, dovrebbe consentire alla società italiana di essere invece l‘azionista di maggioranza della società fusa in Brasile e di liberarsi nel contempo dall‘influenza di Telefonica, considerata da alcuni azionisti Telecom negativa.

Questa soluzione, oltre agli effetti diluitivi per i soci del gruppo italiano, è considerata però meno interessante per gli azionisti Vivendi, rispetto a una semplice operazione carta contro carta GVT-Tim Brasil, che darebbe loro azioni della nuova entità brasiliana, finanziariamente considerate più attraenti rispetto ai titoli Telecom Italia.

Nel primo caso, la partnership tra il gruppo italiano e quello francese sarebbe garantita, forse da una partecipazione iniziale in Telecom e dalle opzioni per garantirsi ulteriori rafforzamenti.

Il rebus dovrebbe essere risolto nel fine settimana, quando alcuni soci attendono un‘informativa sulla questione, in vista del consiglio Telecom che si terrà probabilmente il 27 agosto.

E la soluzione potrebbe anche essere intermedia, in termini di conferimenti di azioni Telecom Italia, tra lo zero o quasi della prima ipotesi e il 15-20% della seconda.

Telecom potrebbe decidere di seguire la soluzione più conveniente, rendendo però la sua offerta meno competitiva e allungando probabilmente i tempi della vicenda.

“Ad oggi siamo a una fusione Tim Brasil-GVT carta contro carta e a Vivendi che diventa azionista di Telecom con delle opzioni successive”, dice una fonte.

Telecom Italia detiene il 67% di Tim Brasil e l‘integrazione con GVT alla valutazione di 7 miliardi di euro circa, quindi con un piccolo premio rispetto all‘offerta di Telefonica, porterebbe Telecom in minoranza nella nuova società, secondo un recente report di Societe Generale, cross asset research.

Il report valuta l‘equity value di Tim Brasil, di cui Telecom detiene il 67%, 8,7 miliardi di euro e quello di GVT 6,6 miliardi. Nel caso di fusione carta contro carta Telecom avrebbe il 38% della nuova entità, GVT il 43%.

GLI OSTACOLI TECNICI E LA POSIZIONE DI TELEFONICA

La prima difficoltà a far entrare Vivendi in Telecom attraverso un aumento riservato potrebbe essere il quorum richiesto dall‘assemblea dei soci. Nel caso di esclusione del diritto di opzione, il codice civile prevede sia necessario il via libera da oltre la metà del capitale sociale.

Operazione non scontata, considerato che alle ultime assemblee del gruppo italiano, la partecipazione è stata di poco superiore al 50%, con divisioni significative all‘interno.

Bisognerebbe poi considerare se Telco sarà in grado di esprimere il voto considerando che il suo principale azionista, Telefonica, è in chiaro conflitto di interessi e il gruppo ha stabilito che per le questioni sudamericane è da utilizzare la procedura con parti correlate.

In ogni caso, in presenza di un‘offerta Telecom Italia, Telefonica potrebbe rispondere con un rilancio e, considerato che la sua proposta da 6,7 miliardi di euro è principalmente cash, con l‘aggiunta del 12% di Telefonica Brasil, potrebbe limitarsi a pareggiare o a superare di poco quella di Telecom.

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