10 giugno 2014 / 14:43 / tra 3 anni

PUNTO 1-Finmeccanica,Tyagi ha divieto viaggio Italia, difesa chiede teleconferenza

(Aggiorna con conclusione udienza, dettagli)

BUSTO ARSIZIO, 10 giugno (Reuters) - Il maresciallo Shashi Tyagi, l‘ex capo di stato maggiore indiano indagato a New Delhi per corruzione e ritenuto dalla procura di Busto Arsizio uno dei terminali delle presunte tangenti per l‘appalto degli elicotteri vinto da AgustaWestland (gruppo Finmeccanica ) nel 2010, non potrà venire in Tribunale a testimoniare perché colpito da un‘ordinanza del giudice indiano che gli vieta di venire in Italia.

Lo ha comunicato in aula l‘avvocato Massimo Bassi, difensore dell‘ex AD di AgustaWestland Bruno Spagnolini (imputato, con l‘ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi, di corruzione internazionale), chiedendo che il Tribunale proceda o con una attività rogatoriale o con una teleconferenza.

“Il maresciallo mi ha risposto che non gli è possibile venire in Italia - ha detto l‘avvocato Bassi che aveva inserito Tyagi fra i suoi testimoni - E mi ha fatto scrivere dal suo avvocato che ha reso noto che il suo cliente è colpito da un‘ordinanza del giudice indiano del Cbi (l‘equivalente indiana dell‘Fbi) che gli vieta di viaggiare in Italia, e ha allegato il numero dell‘ordinanza”.

Sia la parte civile che la procura si sono opposti alla richiesta dell‘avvocato Bassi di disporre rogatoria o teleconferenza.

“Mai avevo sentito di una misura che vieta l‘arrivo in un determinato Paese, tutt‘al più c‘è il divieto di espatrio - ha detto il pm Eugenio Fusco - E questo la dice lunga sull‘atteggiamento che potrebbe avere Tyagi. Sarebbe solo una perdita di tempo in un processo arrivato alle battute finali”.

Alla richiesta di Bassi si è invece associato il difensore di Orsi, l‘avvocato Ennio Amodio, che ha definito Tyagi teste fondamentale in quanto presunto concorrente necessario del reato. “Forse il pm è cosciente che Tiagy è estraneo, visto che il reato non c‘è mai stato, e quindi per questo manifesta disinteresse a sentirlo”, ha celiato l‘avvocato Amodio.

I giudici del Tribunale si sono riservati e comunicheranno le loro decisioni nella prossima udienza del 12 giugno.

In mattinata, fra i testi della difesa, è stato sentito Philippe Lubrano, senior partner della società di assistenza e manutenzione elicotteri Helipartner Sdn Bhd, che ha spiegato come i 18 milioni pagati da AgustaWestland per ricomprare i suoi vecchi elicotteri AWG30 dall‘India siano un prezzo che non lo “stupisce affatto”.

“E’ una scelta strategica frequentissima riacquistare e togliere dal mercato le proprie vecchie macchine che sarebbe antieconomico riparare e manutenere per poter avere una buona reputazione da spendere in mercati importanti come l‘India o la Cina”, ha detto il consulente.

La procura sostiene che i 12 vecchi elicotteri venduti negli anni 80 e ricomprati da Agustawestland nel 2010 dal proprio consulente Christian Michell, che a sua volta li aveva acquistati dall‘India, siano stati pagati in modo ingiustificato, visto che il consulente li avevi presi dalla società indiana per circa 7 milioni e li aveva rivenduti alla società del gruppo Finmeccanica per 18. Secondo l‘accusa la differenza sarebbe parte della tangente pagata per la gara d‘appalto dei nuovi elicotteri.

La difesa sostiene invece che il riacquisto sia stata una scelta imprenditoriale strategica per garantirsi credibilità e penetrazione in uno dei mercati più interessanti del mondo.

(Emilio Parodi)

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