26 marzo 2014 / 07:59 / tra 4 anni

PUNTO 2-Maire Tecnimont, maxi-contratto in Egitto, titolo corre

(Aggiunge andamento titolo, commento analista)

MILANO, 26 marzo (Reuters) - Maire Tecnimont ha firmato un accordo con Carbon Holdings per la realizzazione di strutture e installazioni ausiliarie del complesso petrolchimico di Tahrir, in Egitto.

Il valore complessivo stimato del progetto, dice una nota, è compreso tra 1,7 e 1,95 miliardi di dollari, di cui il 50% di competenza del gruppo Maire Tecnimont.

Ci si attende che Drake & Scull International diventi membro del consorzio che realizzerà l‘opera, attualmente costituito da Maire e da Archirodon Group.

Sace, società di credito all‘esportazione, sta valutando un intervento a sostegno del finanziamento del progetto.

Lo scopo del lavoro comprende le attività per le strutture e installazioni ausiliarie del complesso, che includono utilities island, impianti di desalinizzazione delle acque marine, impianti di trattamento acque, opere a mare, tank farm, lavori relativi al jetty, power plant, pipelines e pacchetti e sistemi ausiliari. Maire Tecnimont si occuperà delle attività di engineering e procurement (EP) relative a utilities island, impianti di desalinizzazione delle acque marine, impianti di trattamento acque, power plant e pacchetti e sistemi ausiliari, oltre che dell‘attività di commissioning per tutte le strutture.

Il complesso di Tahir è situato all‘ingresso del Canale di Suez. Una volta completato, dovrebbe accrescere le esportazioni annuali dell‘Egitto di oltre il 25%.

Euforica la reazione del titolo: dopo circa mezz‘ora di contrattazioni, Maire Tecnimont balza del 6,61%, a 2,3240 euro, dopo aver segnato un massimo di 2,36 euro, picco dal febbraio 2012.

Secondo un analista che segue il gruppo presieduto da Fabrizio Di Amato, “la notizia è positiva. Il contratto ha un ammontare (per Maire) tra 600-700 milioni di euro. Questi contratti garantiscono marginalità più basse, ma è un accordo che conferma due cose: la strategia della società sta funzionando e il petrolchimico è un settore in ripresa”.

L‘analista sottolinea che “la strategia prevede di puntare su un mix di contratti che possano aumentare la margionalità e concentrarsi su aree geografiche di interesse”. Certo, aggiunge, l‘Egitto soffre di “un rischio geopolitico e di un rischio di credito”.

Un secondo analista che segue Maire Tecnimont sottolinea che “l‘opera deve essere ancora finanziata, quindi non va ancora nel backlog. Va nello shadow backlog. Finirà nel portafoglio ordini solo dopo il financing. Solitamente, quando c‘è un annuncio, c‘è una ragionevole certezza che il financing arrivi”.

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su

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