23 gennaio 2014 / 15:48 / 4 anni fa

PUNTO 2-Processo Finmeccanica, fiduciario Kamoun: Haschke voleva che svuotassi conti

(Aggiunge dettagli al penultimo paragrafo)

BUSTO ARSIZIO, Varese, 23 gennaio (Reuters) - Al processo in corso a Busto Arsizio in cui l‘ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi e l‘AD di AgustaWestland Bruno Spagnolini sono imputati di corruzione internazionale per le presunte tangenti per l‘appalto degli elicotteri all‘India, stamane il fiduciario tunisino Hedi Kamoun ha ricordato come nel febbraio 2013, dopo gli arresti, il consulente italoamericano Guido Ralph Haschke gli chiese di svuotare i conti della sua società e fargli avere il denaro.

Kamoun, interrogato a lungo dalle parti, si è descritto come un semplice fiduciario, una sorta di “passacarte” della società Ids Tunisia, di proprietà di Haschke e dello svizzero Guido Gerosa, azienda titolare del contratto di consulenza ingegneristica con AgustaWestland in relazione all‘appalto indiano da 560 milioni di euro.

A una domanda del pm Eugenio Fusco, Kamoun ha rievocato come alla fine del febbraio 2013, dopo la notizia degli arresti per l‘affaire indiano (Haschke e Gerosa erano fra i destinatari della misura) si trovasse a Dubai, e lì venne rintracciato al telefono da Haschke, che gli chiese di incontrare un suo amico avvocato che lavorara a Dubai.

“Ero contento, perché avevo letto i giornali e speravo che qualcuno mi spiegasse cosa stava succedendo”, ha dichiarato in aula Kamoun, che risulta indagato in un‘inchiesta della procura di Milano per presunta evasione fiscale insieme al sondaggista Renato Mannheimer.

“Questo avvocato, che si è presentato col nome di ”Jean“, mi ha raggiunto nel mio albergo e ho capito che il suo unico obiettivo era sapere quante soldi avevo sul conto Ids Tunisia e come fare per farli uscire dal conto e farli avere a Haschke che ne aveva bisogno”, ha dichiarato.

“Mi propose di tornare in Tunisia e andare nel mio studio e mi disse che mi avrebbe mandato una fattura via fax da Dubai. Io avrei dovuto fare il bonifico e poi tornare a Dubai dove lui mi avrebbe dato la mia parte”, ha precisato il fiduciario tunisino, aggiungendo di non essersi presentato all‘incontro del giorno dopo e di avergli detto “che non volevo avere niente a che fare con lui”.

“Quei soldi, due milioni di euro, sono rimasti sul conto - ha continuato - Io volevo metterli a disposizione della Procura, ma sono stati bloccati dalla Banca Centrale tunisina”.

Al termine dell‘interrogatorio, ha destato un certo stupore in aula la sua dichiarazione secondo la quale Gerosa - che secondo quanto è emerso al processo aveva rapporti di amicizia fraterna decennali con la famiglia di imprenditori indiani Tiagy, suoi soci con Haschke - negò di aver mai conosciuto il cugino dei suoi soci, Sashi Tiagy, ex capo di stato maggiore indiano, ritenuto dall‘accusa il terminale delle presunte tangenti.

“Io non sapevo che i tre Tiagy avessero un cugino capo di stato maggiore. Lo appresi dalla stampa dopo la notizia dell‘inchiesta - ha dichiarato Kamoun - Non volevo più avere rapporti con Haschke, ma Gerosa mi chiamò e io gli chiesi conto di queste notizie. Lui mi disse che non sapeva chi fosse Sashi Tiagy. Balbettava. Diceva che non sapeva chi fosse”.

Al processo finora è emerso che Gerosa, per la sua familiarità con i Tiagy, fu il contatto che permise un incontro fra l‘ex capo di stato maggiore e alcuni dirigenti AgustaWestland nel 2005.

Nel pomeriggio è stata la volta dell‘interrogatorio di Attilio Garavaglia, ex dirigente di AgustaWestland e poi, dopo la pensione, consulente di Ids Tunisia nell‘ambito della consulenza ingegneristica degli elicotteri.

Sia Kamoun che Garavaglia, come Haschke e Gerosa, sono indagati di reato connesso nel procedimento principale su questa vicenda, ancora in fase di indagini preliminari.

Garavaglia ha rievocato come dal 2009, dopo essere andato in pensione da AgustaWestland, accettò il contratto di consulente offertogli da Haschke per la digitalizzazione dei progetti degli elicotteri AW.

Dopo le notizie dell‘inchiesta sull‘ipotesi di corruzione internazionale e il fatto che fosse indagata Finmeccanica, e in prossimità della scadenza del contratto di Ids Tunisia il 31 ottobre 2012, Garavaglia ha dichiarato di essere andato da Spagnolini a chiedere se si dovesse interropere il lavoro. “E fu Spagnolini a dirmi di andare avanti, che il lavoro serviva ed era fatto bene”.

“Il lavoro di digitalizazzione è stato effettivamente svolto ed è tracciabile”, ha concluso l‘ex dirigente ed ex consulente a una domanda dell‘avvocato Massimo Bassi, difensore di Spagnolini, precisando però che la digitalizzazione non ha riguardato i modelli di elicotteri AW101, oggetto dell‘ordine sotto inchiesta, ma altri come l‘AW129.

La prossima udienza è fissata al 4 febbraio, giorno in cui verranno convocati alcuni testi della procura, fra i quali l‘ex direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa e il consulente Carmelo Messina.

(Emilio Parodi)

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