November 21, 2016 / 10:57 AM / 2 years ago

BORSE EUROPA deboli, pesano pharma e banche, timori referendum

INDICE                               ORE 11,45    VAR %    CHIUS. 2015
 EUROSTOXX50                          3.032,12     0,37     3.267,52
 STOXX EUROPE 600                     339,29       -0,03    365,81
 STOXX BANCHE                         157,53       -0,18    182,63
 STOXX OIL&GAS                        287,48       1,30     262,31
 STOXX ASSICURAZIONI                  253,05       -0,06    285,56
 STOXX AUTO                           496,18       0,29     565,06
 STOXX TLC                            274,64       -0,25    347,10
 STOXX TECH                           344,05       0,11     355,86
   
    MILANO, 21 novembre (Reuters) - L'azionario europeo incerto con
un'intonazione negativa questa mattina, appesantito da bancari e farmaceutici e
tra i timori che il referendum costituzionale del 4 dicembre possa portare
instabilità politica in Italia.
    Alle 11,45 italiane lo STOXX 600 cede lo 0,03%.
    Gli investitori temono che una vittoria del 'no', come previsto dai
sondaggi, possa essere un segnale destabilizzante per tutto il continente anche
in vista di una serie di appuntamenti elettorali in altri Paesi il prossimo
anno.
    A pesare, sul fronte del mercato italiano, anche l'incertezza sui
sostanziosi aumenti di capitale previsti per Unicredit e Monte dei
Paschi di Siena, fa notare Alessandro Balsotti, portfolio manager di
JCI Capital. 
    Secondo Markus Huber di City of London Markets le preoccupazioni sul
referendum e la possibilità di un rialzo dei tassi Usa il mese prossimo
mantengono grande cautela sul mercato, anche se il sentiment di fondo resta
positivo.
    "A questo punto servirebbero nuovi dati economici positivi per tentare i
trader ad esporsi ulteriormente", commenta.
    Tra gli altri titoli in evidenza oggi, i farmaceutici Novartis e
Roche cedono l'1,4% e lo 0,6% rispettivamente; i bancari Lloyds 
e UBS, entrambe oltre l'1%.
    Il designer tedesco di chip Aixtron cede oltre il 6% dopo che le
autorità regolatorie Usa hanno bloccato un takeover cinese. 
    BCP Millennium sale invece del 3% dopo aver venduto una quota alla
conglomerata cinese Fosun. 
    I guadagni di minerari e titoli dell'energia aiutano a limitare le perdite,
con entrambi i settori che beneficiano della salita dei prezzi dei metalli e
delle speranze che l'Opec sia vicina ad un accordo per tagliare la produzione
nella sua riunione della prossima settimana.
    
   
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