21 febbraio 2008 / 16:16 / tra 10 anni

Milano, no a crociate anti-Suv, dice assessore viabilità

di Nicola Scevola

<p>La polizia sul luogo dello scontro tra un autobus e un tram, causato dal conducente di un Suv a Milano, il 14 febbraio scorso. REUTERS/Stringer</p>

MILANO (Reuters) - L‘assessore alla viabilità di Milano Edoardo Croci ha negato oggi di voler intraprendere una crociata contro i Suv, dopo che un incidente mortale avvenuto la settimana scorsa nel capoluogo lombardo aveva suscitato un‘ondata di proteste contro l‘uso degli ingombranti fuoristrada in città.

“Non condivido che il Comune intraprenda un‘azione sulla base dell‘emotività”, ha detto Croci a Reuters smentendo notizie di stampa che, all‘indomani dell‘incidente fra un autobus e un tram provocato da un Suv -- in cui una donna era deceduta --, avevano riportato una sua presa di posizione contro i fuoristrada di lusso.

“Esiste uno studio sull‘ipotesi di introdurre tariffe differenziate per la sosta in base alla dimensione dei veicoli, ma nasce prima della polemica attuale sui Suv”, ha aggiunto Croci.

L‘incidente avvenuto giovedì scorso davanti al tribunale di Milano, in cui è morta una donna e sono rimaste ferite 13 persone, è stato provocato da una Porsche Cayenne che ha sterzato bruscamente per evitare dei pedoni, secondo quanto dichiarato dall‘autista che è indagato per omicidio colposo e lesioni gravi.

E’ possibile che i Suv rientrino nella categoria di veicoli tassati per la sosta, ma l‘assessore ha precisato che la misura sarebbe adottata avendo più che altro in mente di limitare camion e caravan.

Resta comunque d‘obbligo il condizionale, visto che il lo studio “è ancora in fase embrionale e l‘adozione di un provvedimento resta ancora lontana”, secondo Croci.

PER GLI AMBIENTALISTI SUV E’ “SENZA UTILITA’ VERA”

Non si placano però le proteste delle associazioni ambientaliste, che oggi hanno chiesto al sindaco milanese Letizia Moratti di prendere provvedimenti contro i Suv, scherzosamente soprannominati veicoli Senza Utilità Vera.

L‘associazione per la difesa dei diritti dei pedoni CamminaMilano ha chiesto al Comune “di vietare ai Suv l‘ingresso nella zona Eco-pass, data la loro pericolosità, particolarmente nei confronti dei pedoni investiti, perché hanno spazi di frenata più lunghi, meno maneggevolezza, visuale ridotta, consumi, inquinamento ed ingombri elevati”, come si legge in una nota.

Il successo commerciale riscosso da tali veicoli sembra crescere in modo proporzionale al fastidio suscitato in una certa parte dell‘opinione pubblica, che vede in questo tipo di auto degli status symbol inutili e dannosi.

In Italia, questo atteggiamento critico è rispecchiato, ad esempio, dal successo di un personaggio satirico inventato da una radio commerciale come quello di Marco Ranzani, maniaco proprietario di un Suv che adora la sua auto come fosse un figlio. E, fuori dai confini nostrani, dalla nascita di siti specializzati che raccolgono insulti e sberleffi contro questo genere di veicoli (www.fuh2.com), o dal provvedimento varato dal sindaco di Londra Ken Livingston, che ha imposto una tassa all‘ingresso in città dei cosiddetti “trattori di Chelsea”.

In Italia, però, provvedimenti simili non sembrano prendere piede.

Un‘iniziativa in tal senso proposta tempo fa dal ministro uscente dell‘Ambiente Pecoraro Scanio non ha avuto seguito. E lo stesso assessore milanese non vuole saperne di crociate ideologiche contro una certa categoria di auto.

“Qualsiasi provvedimento deve essere basato su un fattore oggettivo e utile, non sull‘antipatia per un determinato veicolo”, ha detto Croci.

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