29 agosto 2008 / 06:24 / tra 9 anni

Venezia, tavolo sotto egida governo per combattere la pirateria

di Ilaria Polleschi

<p>Immagine d'archivio di dvd "piratati". REUTERS/Alexander Natruskin/files</p>

VENEZIA (Reuters) - Il governo ha assicurato l‘istituzione di un tavolo presso la Presidenza del consiglio dei ministri per discutere come affrontare in maniera efficace la pirateria audiovisiva, di cui il Web è il principale accusato.

Il tavolo -- ha sottolineato ieri pomeriggio Gaetano Blandini, direttore generale per il Cinema del ministero per i Beni culturali, per conto del ministro Sandro Bondi e del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, assenti giustificati al convegno sulla pirateria della 65esima Mostra del cinema di Venezia per un cdm -- raggrupperà tutti gli operatori della filiera interessati, comprese le società di telecomunicazione, e sarà presieduto e coordinato dal segretario generale della presidenza Mauro Masi.

“E’ importante che i vari operatori inizino a parlarsi tra loro. Immaginiamo che dal tavolo ermegano punti in comune di saggezza e di buon senso per combattere realmente questo fenomeno”, ha detto Blandini.

Ci sono ancora opinioni contrastanti tra i vari protagonisti del settore su come l‘utilizzo illegale di materiale coperto dal diritto d‘autore debba essere combattuto, ma tutti sono d‘accordo nel ritenere la pirateria la principale causa della crisi dell‘industria musicale e cinematografica.

La Motion picture association of America (Mpaa) stima che ogni mese, con i vari programmi e servizi di peer-to-peer, vengano scaricati e copiati più di 2,6 milioni di file da utenti di tutto il mondo.

In Italia, la pirateria on-line è più praticata che in altri paesi europei e ha un tasso superiore al 20% per una perdita di almeno 140 milioni di dollari, secondo i dati della International intellectual property alliance (Iipa)

Secondo Giorgio Assumma, presidente della Società italiana autori ed editori (Siae), la colpa è da attribuire alla scarsa educazione civica e ad una più radicata “inciviltà sociale”.

“La legge deve colpire anche i consumatori di prodotti illeciti, che scaricano da internet senza autorizzazione e gli acquirenti di dvd contraffatti”, ha spiegato Assumma.

“L‘azione va svolta investendo di poteri sanzionatori amministrativi anche i prefetti e rispolverando il reato della colpa in vigilando, che punisce i genitori dei ragazzi coinvolti nella violazione del diritto d‘autore”, ha sottolineato.

Decisamente più soft la posizione del regista Daniele Lucchetti, tra i fondatori del movimento dei “100 autori”, che presto -- ha annunciato -- si trasformerà ufficialmente in una associazione, con l‘obiettivo di aumentare “la quantità di film che si fanno in Italia, per aver maggior possibilità di aumentarne la qualità”.

Lucchetti ha “confessato” di identificarsi con i ragazzi di provincia che scaricano illegalmente dal Web per “arricchirre” la loro cultura attraverso il cinema e film che magari legalmente non potrebbero permettersi.

“Non giustifico la pirateria, ma cultura e intrattenimento attraverso Internet scorrono benissimo”, ha sottolineato. Il regista punirebbe piuttosto i provider, che con gli abbonamenti alla banda larga consento di scaricare incessantemente dalla Rete.

“Si potrebbe pensare all‘introduzione di una sanzione di scopo, che è quello su cui come 100 autori ci muoveremo, chiedendo anche il sostegno del mondo della musica”.

Con la sanzione, che dovrebbe essere pagata da quei provider non in grado di dimostrare di impedire con ogni mezzo la pirateria, si andrebbe a creare un fondo che risarcisca i danneggiati e che consenta nuove produzioni.

Secondo il regista, occorrono inoltre regole più precise anche per i canali via satellite, come Sky, che dovrebbe pagare un “diritto d‘autore congruo e investire una piccola parte del suo fatturato nella produzione (di film)”, come già succede in tutta la Ue e come fanno Rai e Mediaset.

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