25 gennaio 2008 / 11:56 / tra 10 anni

Eurispes: solo 1 famiglia su 3 arriva a fine mese,boom prestiti

ROMA (Reuters) - Solo poco più di un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare alla fine del mese, mentre è raddoppiata la percentuale di chi chiede un finanziamento e sono aumentate a un massimo degli ultimi sei anni le persone pessimiste riguardo alla situazione economica dei prossimi 12 mesi.

<p>Un pensionato. REUTERS PICTURE</p>

E’ quanto emerge dall‘ultimo Rapporto Italia 2008 di Eurispes, in cui si parla di un solco profondo tra società e classe politica, a cui i cittadini chiedono di assumersi la responsabilità di prendere decisioni e di fare scelte importanti.

“L‘Italia è un Paese in ostaggio”, spiega il presidente dell‘Eurispes Gian Maria Fara. “Un Paese prigioniero della propria classe politica che ha steso sulla società una rete a trame sempre più fitte impedendone ogni movimento, ogni desiderio di cambiamento e di modernità, riducendo progressivamente gli spazi di democrazia e mortificando le vocazioni, i talenti, i meriti, le attese, le aspirazioni di milioni di cittadini”.

“Ma a sua volta la politica stessa è diventata ostaggio. Tanto è forte e invasiva nella società, tanto è prona e remissiva nei confronti dei poteri forti, della finanza, delle banche, delle assicurazioni, delle grandi agenzie di rating, del sistema della comunicazione e dell‘informazione, delle mille corporazioni che caratterizzano la storia ed i percorsi del nostro Paese”, aggiunge Fara.

PEGGIORATA LA SITUAZIONE ECONOMICA DELLE FAMIGLIE. GIOVANI I PIU’ POVERI

Secondo Eurispes, in un anno la situazione economica delle famiglie è “decisamente peggiorata”: il 32,1% degli italiani registra lievi segnali di peggioramento economico del proprio nucleo familiare e il 13,7% percepisce un peggioramento economico di più marcata entità (rispetto all‘11% del 2007).

Per quanto riguarda i prestiti, anche se in termini assoluti pesano soprattutto i mutui per la casa, percentualmente è il credito al consumo a registrare il maggiore aumento (+17,6%).

Il pagamento a rate viene usato per pagare di tutto, dalle visite mediche, ai libri scolastici e ai viaggi, con la Lombardia che risulta la regione più indebitata.

Secondo Eurispes, “la povertà dilaga nel Paese ed è sempre più giovane”, aggiungendo che “il totale delle persone a rischio di povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante: si possono stimare circa 5.100.000 nuclei familiari, all‘incirca il 23% delle famiglie italiane e più di 15 milioni di individui”. Di questi quasi 3 milioni sono minori di 18 anni.

Il rapporto evidenzia che sono oltre 20 milioni i lavoratori sottopagati, con i salari mediamente inferiori del 10% rispetto alla Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia. E in ogni caso “i salari italiani sono tra i più bassi in Europa”.

I “WOORKING POORS”

Nasce una nuova categoria, quella dei “‘working poors”, lavoratori poveri, “persone che pur avendo una occupazione professionale hanno un tenore di vita molto vicino a quello di un disoccupato”.

Per far fronte alla situazione, secondo Eurispes, occorre “diminuire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione” per rendere “disponibili risorse per il miglior sostentamento delle famiglie”.

Il 78,5% degli italiani inoltre nutre pessimismo e sfiducia nella situazione economica complessiva che si prospetta nei prossimi dodici mesi.

“Questo sentimento di pessimismo è il più alto registrato nel corso degli ultimi sei anni”, spiega Eurispes, con soltanto il 10,9% dei cittadini che continua a guardare con speranza al futuro dell‘economia italiana.

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