12 febbraio 2008 / 13:42 / 10 anni fa

Valentino Rossi pagherà al fisco 35 milioni di euro

PESARO (Reuters) - Il campione di MotoGp Valentino Rossi dovrà pagare al fisco un totale di 35 milioni di euro per gli anni dal 2001 al 2006, mentre dalla prossima dichiarazione dei redditi il pilota pagherà come contribuente italiano, dopo anni di residenza a Londra.

<p>L'ex campione del mondo di MotoGP Valentino Rossi (a destra) mentre stringe la mano al sirettore dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

E’ quanto ha annunciato oggi da Rossi, insieme ai vertici dell‘Agenzia delle entrate, in una conferenza stampa tenuta a Pesaro, dopo che l‘estate scorsa il fisco gli aveva contestato una sanzione di oltre 100 milioni di euro per evasione fiscale.

“Sono contento di come si sta risolvendo la vicenda”, ha detto Rossi. “E’ una cifra alta ma è più importante essere tranquilli, sereni e felici”, ha aggiunto il pilota che è apparso di ottimo umore e molto poco pentito.

“Sia io che l‘Agenzia delle entrate avevamo lo stesso obiettivo: farmi tornare in Italia”, ha detto il pilota, anticipando la sua decisione di trasferire la sua residenza da Londra all‘Italia. Dove, esattamente, il pilota vincitore di sette mondiali non lo sa ancora. “Di sicuro non a casa della mamma. Ormai sono grande”, ha scherzato.

Per l‘anno 2007 Rossi presenterà, quindi, una dichiarazione fiscale come contribuente italiano a tutti gli effetti.

L‘accordo raggiunto tra l‘ex campione e gli agenti del fisco prevede una quota di 19 milioni di euro per gli anni dal 2001 al 2004. La cifra restante è invece relativa al biennio 2005-2006.

“Le tasse sono così, bisogna pagarle”, ha detto ancora Rossi. Di sconto da parte del fisco, però, non ha voluto sentire parlare, preferendo definire l‘accordo un “percorso tecnico”.

“Avevo già deciso di tornare in Italia. Non potevo tornare ed avere problemi con il fisco italiano”, ha detto, ammettendo che la vicenda ha avuto un notevole effetto negativo sulla sua concentrazione e sul suo morale. Di un vero pentimento, però, alla fine neanche l‘ombra.

“Non mi pento delle scelte passate ... mi sento pulito con me stesso e con la mia coscienza”.

PRIMA RATA IN PAGAMENTO ENTRO IL 19 FEBBRAIO

Il fisco aveva contestato una multa di 112 milioni di euro al mago delle due ruote di Tavullia, che oggi ha però definito la sanzione prospettata “una provocazione per cominciare a trattare”.

Lo Stato aveva intentato un procedimento nei confronti di Rossi per l‘evasione di 60 milioni di euro di guadagni, non dichiarati tra il 2000 e il 2004 grazie alla decisione di Rossi di spostare la sua residenza nella capitale britannica. Tra Irpef, Irap e Iva sarebbero state evase imposte per 43,7 milioni di euro che, sommate alle sanzioni e agli interessi, portavano l‘ammontare complessivo ai 112 milioni richiesti dal fisco.

Quello di Valentino Rossi è il maggior accertamento con adesione relativo a persone fisiche concluso dall‘Agenzia delle Entrate. Relativamente agli anni dal 2001 al 2004, il pilota verserà la somma complessiva di 18,9 milioni di cui 13,71 di maggior imposta, 4,18 di sanzioni e 1,35 di interessi.

Il pagamento avverrà in 12 rate trimestrali di 1,57 milioni di euro l‘una, aumentate degli interessi di rateazione. La prima rata sarà pagata entro il 19 febbraio.

AGENZIA DELLE ENTRATE RINGRAZIA IL PILOTA

Nonostante la cifra dell‘accordo annunciato sia quindi di gran lunga inferiore a quella richiesta inizialmente, il direttore dell‘agenzia delle Entrate Massimo Romano ha negato che questo possa inviare un segnale negativo nei confronti dei contribuenti che ogni anno pagano quanto dovuto. Al contrario, ha ringraziato apertamente il motociclista.

“Voglio ringraziare Rossi per la linearità e la correttezza delle sue scelte. E’ importante instaurare un sistema collaborativo con i contribuenti”, ha detto Romano, sottolineando che la procedura adottata nei confronti del pilota è identica a quella usata nei confronti di qualsiasi cittadino.

“Lo sconto sulle sanzioni (ottenuto da Rossi) è previsto dalla legge”, gli ha fatto eco il direttore centrale dell‘unità accertamenti del fisco Villiam Rossi, che ha dovuto più volte interrompere il suo intervento a causa di una rumorosa protesta organizzata da alcuni dipendenti della Agenzia delle entrate fuori della sala conferenza per manifestare per il rinnovo del contratto.

Invece delle solite bandiere di sostegno, infatti, il pilota ha trovato ad attenderlo fuori dalla sede del fisco di Pesaro striscioni dei dipendenti che hanno un contratto ormai scaduto da tempo e hanno colto l‘occasione per esporre le proprie ragioni davanti alla selva di giornalisti presenti.

“Va bene il 46, ma dateci gli sghei”, recitava un lenzuolo appeso all‘ingresso dell‘Agenzia. “Valentino c’è, il contratto no”, si leggeva su un altro.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below