1 settembre 2008 / 06:23 / tra 9 anni

Venezia, terzo film italiano in gara con Bechis

di Ilaria Polleschi

<p>La pellicola di Birdwatchers, girato da Marco Bechis e in programma oggi a Venezia. REUTERS/Chris Helgren (ITALY)</p>

VENEZIA (Reuters) - Sbarca in America latina oggi la 65esima Mostra del cinema di Venezia, che vede protagonista il nuovo film di Marco Bechis “La terra degli uomini rossi - Birdwatcher”, ambientato nel Mato Grosso brasiliano.

Il film -- applaudito stamani all‘anteprima della stampa -- contrappone la vita dei fazendeiros, ricchi grazie alle coltivazioni transegeniche, a quella degli indios, relegati nelle riserve, con l‘unica possibilità di lavorare nelle piantagioni. La vita scorre inesorabile fino a quando uno dei tanti suicidi all‘interno della tribù accende negli indigeni l‘istinto di ribellione e di lotta per riottenere le proprie terre, in una guerra prima metaforica e poi fisica.

Il film, spiega Bechis, è nato dopo un lungo viaggio in America del sud nel corso degli ultimi anni e la scoperta, attraverso l‘associazione Survival che si occupa della difesa degli indigeni, della tribù Guarani-Kaiowa del Mato Grosso du Sul e delle loro lotte per la rioccupazione delle terre ancestrali, nella cosiddetta “retromada”.

“La tradizione e la cultura degli indios sono rimaste intatte. Siamo abituati a vederli con le piume e con le frecce e non riusciamo a vedere che nella loro anima mantengono quasi intatta la loro identità culturale”, ha spiegato oggi il regista, affiancato dagli indios che nel film hanno recitato da assoluti protagonisti, relegando in ruoli marginali Claudio Santamaria e Chiara Caselli.

“Loro sono gli ‘altri’, e gli altri spesso fanno paura”, ha aggiunto il regista, di madre cilena e padre italiano e che a Venezia è arrivato già nel 2001 con “Hijos”, sui figli scomparsi in Argentina illegalmente adottati da famiglie di ex-militari.

<p>L'attore Ambrosio Vilhalva (d) con il regista Marco Bechis alla Mostra del cinema di Venezia. REUTERS/Max Rossi</p>

Il film -- domani in uscita in Italia e che sarà distribuito anche in Brasile a dicembre -- viene considerato una “opportunità molto grande” dagli stessi indios.

“UN REGALO INASPETTATO”

“Il film ha cercato di capire come pensiamo, come viviamo...Per noi è stato un regalo inaspettato”, ha spiegato commossa una delle protagoniste, Eliane Juca Da Silva, che vive quotidianamente quello che si vede nella pellicola.

“Il film non si inventa nulla, racconta la verità”, ha aggiunto. “Ci sono tanti problemi da noi, la mancanza di opportunità per i giovani. Noi vestiamo come voi, mangiamo come voi...Vi rispettiamo ma vogliamo essere rispettati. Non siamo degli invasori, vogliamo solo il nostro spazio di autonomia”.

I Guarani-Kaiowa sono i discendenti di quegli indigeni che alla fine del ‘600, rifiutarono di entrare nelle missioni dei gesuiti, secondo quanto riferito da Survival international.

Nonostante secoli di contatto con gli stranieri hanno mantenuto la loro identità e spiritualità, vivendo ogni invasione della loro terra non solo come un furto ma come un attentato alla loro cultura.

Per l‘uscita del film, Survival ha istituito una raccolta fondi speciale, il Guarani survival fund, per contribuire alla sopravvivenza degli indios.

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