31 agosto 2008 / 12:50 / tra 9 anni

Venezia, allo studio Agenzia nazionale per cinema italiano

di Ilaria Polleschi

<p>Il cast del film di Pupi Avati "Il pap&agrave; di Giovanna" in posa per i fotografi alla Mostra del cinema di Venezia. REUTERS/Denis Balibouse</p>

VENEZIA (Reuters) - Un‘Agenzia nazionale per il cinema italiano, che diventi un “polmone finanziario” per sostenere attivamente i film e far crescere l‘industria cinematografica italiana.

E’ su questo che sta lavorando il ministero dei Beni culturali, su esempio francese, e su cui si punta ad un‘ampia convergenza parlamentare.

“In Italia manca ancora un grande polmone finanziario in grado di far fare un salto in avanti nella sfida mondiale al cinema italiano”, ha detto oggi il ministro Sandro Bondi, sottolinenando l‘importanza di uno strumento che non sia semplicemente assistenzialista ma che sia “un aiuto attivo dello Stato al cinema”.

“L‘agenzia è uno strumento che potrebbe fargli fare un salto di qualità per aggredire la sfida internazionale”, ha sottolineato il ministro, aggiungendo di stare già discutendo con il suo collega dell‘Economia Giulio Tremonti per “una bozza di carattere tecnico-finanziario che sarà trasferita poi in un provvedimento legislativo che presenteremo al governo e al Parlamento”.

Una iniziativa simile era già stata proposta dall‘attuale opposizione durante il precedente governo e per questo il ministro ha auspicato un voto parlamentare trasversale in favore dell‘agenzia. “Era un‘idea che condividevo e abbiamo continuato a lavorare su questa piattaforma”, ha aggiunto.

SUPERAMENTO DI TUTTI I PRECEDENTI STRUMENTI

Nel progetto allo studio, ha spiegato ancora Bondi, si sta lavorando ad una “ipotesi di agenzia che sia il risultato del superamento di tutti gli attuali strumenti”.

“Se nascerà, sarà una unica nuova società che assumerà tutte le competenze che hanno ora tutte le altre”, come l‘Istituto Luce, il Centro sperimentale di cinematografia, Filmitalia, Cinecittà Holding, che si occupano della promozione del cinema italiano.

“Tutti confluiranno in un unico strumento, su esempio francese, con due risultati: ridurre i costi, eliminando le sovrapposizioni di competenze, e avere una unica fonte di alimentazione finanziaria”, ha aggiunto il ministro, che ha preferito non approfondire dove saranno reperiti i fondi per il cinema italiano, considerato in un momento particolarmente felice.

“Anche Venezia conferma il momento magico che il cinema italiano sta vivendo, dopo i successi (del festival) di Cannes”, ha sottolineato, riferendosi agli acclamati film “Gomorra” di Matteo Garrone e “Il divo” di Paolo Sorrentino.

“Sono convinto che il successo ottenuto dimostra che c’è qualcosa di molto positivo che si agita nella società italiana. Questo non significa retorico patriottismo, ma è il riconoscimento della qualità del nostro cinema”.

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