18 luglio 2008 / 08:06 / 9 anni fa

Usa-Iran, il disgelo passa da un campo di basket

di Sue Pleming

<p>Il giocatore di basket dell'Iran Amir Amini (a sinistra) durante una partita con la nazionale del Qatar. REUTERS/Jason Reed</p>

WASHINGTON (Reuters) - Mentre i legami diplomatici tra Teheran e Washington migliorano a poco a poco, gli Usa stanno cercando di costruire un ponte con l‘Iran organizzando scambi sportivi.

La visita della nazionale di basket iraniana in corso questa settimana ne è un esempio: per dimostrare che il disappunto con Teheran non riguarda la popolazione ma solo il governo iraniano, il Dipartimento di Stato americano negli ultimi anni si è mosso con impegno per portare negli Stati Uniti centinaia di artisti, atleti e medici nell‘ambito di programmi di scambio.

Hamed Ehadadi, giocatore di basket della Repubblica Islamica, questa settimana è a Salt Lake City, nello Utah, insieme a otto compagni per allenarsi per le Olimpiadi di Pechino.

La squadra si fermerà otto giorni ed è stata invitata dall‘Nba e dal Dipartimento di Stato.

In un‘intervista telefonica Ehadadi ha confidato di essere rimasto molto sorpreso del benvenuto che la sua squadra ha ricevuto, perchè credeva che al loro arrivo avrebbero potuto essere accolti da manifestazioni di protesta.

“Le persone sono state molto gentili con noi... L‘impressione che avevo dell‘America però era diversa”, ha detto il giocatore attraverso un interprete fornitogli dal Dipartimento di Stato.

Ehadadi, che gioca da centrocampista, spera che attraverso scambi sportivi come questo i rapporti tra Usa e Iran -- che non hanno relazioni diplomatiche dal 1980 -- possano migliorare.

“Quando giochiamo insieme, si sviluppa una sana competizione, ma il gioco ci unisce e ci avvicina”, ha detto.

Se il maggiore obiettivo dello scambio è il basket, gli organizzatori hanno previsto però anche eventi sociali e culturali, tra cui la visita a centri commerciali e ad un rodeo.

Goli Ameri, assistente del Segretario di Stato per l‘Educazione e la Cultura, spera che grazie agli scambi possa venire alla luce un lato diverso dell‘America.

“E’ impossibile che chi viene in America non se ne innamori”, ha detto Ameri, nata a Tehran.

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