5 agosto 2008 / 13:51 / tra 9 anni

Inquinamento, per Legambiente un terzo laghi italiani fuorilegge

MILANO (Reuters) - Sembra preoccupante la salute dei laghi italiani: un campione su tre è fuorilegge, e solo il lago Maggiore -- con l‘84% dei campioni entro i limiti -- si salva, secondo i dati diffusi oggi da Legambiente.

I dati arrivano dalla “Goletta dei Laghi”, la campagna per il monitoraggio delle acque di balneazione lacustri che ha concluso oggi a Milano il suo viaggio in sette regioni d‘Italia analizzando 29 specchi d‘acqua con 180 prelievi.

Dalle analisi, dice l‘associazione ambientalista, emerge che l‘inquinamento microbiologico di origine fecale è fuori dai limiti nel 33% dei casi (un campione su tre): una percentuale di oltre quattro volte superiore a quella riscontrata sul mare dalla Goletta Verde, che a metà del suo viaggio di quest‘estate, ha rilevato una presenza batterica eccessiva solo nell‘8% dei campioni monitorati lungo le coste della penisola.

Allarmante, secondo Legambiente, anche il dato emerso dalle analisi alle foci dei fiumi che si riversano negli specchi d‘acqua, risultate inquinate nell‘83% dei casi, di cui il 50% gravemente oltre i limiti.

“Anche quest‘anno, la situazione sui nostri laghi resta preoccupante”, spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente.

In Piemonte un verdetto negativo arriva dalle acque dell‘Avigliana Grande, dove risulta oltre i limiti di legge il 40% dei campioni mentre è buono il bilancio degli altri due laghi balneabili della regione, con un solo campione fuori dai limiti di legge sul bacino di Viverone e il 100% di prelievi puliti nelle acque del Sirio.

Il Trentino si distingue positivamente nella classifica nazionale delle acque lacustri, grazie anche ai buoni risultati del lago di Caldonazzo, dove la presenza batterica supera lievemente i limiti in un solo punto di monitoraggio su sei, e del bacino di Levico.

In Umbria, risultano pulite le acque del Trasimeno, dove i tecnici della Goletta dei Laghi non hanno riscontrato nessun caso di inquinamento microbiologico di origine fecale nei nove campioni analizzati, mentre sul lago di Piediluco risultano inquinati due prelievi su cinque.

Scendendo verso sud, è il lago del Turano il peggiore dei laghi del Lazio, seguito da Bracciano, con tre punti di monitoraggio su sei oltre fuori dai limiti, di cui due gravemente inquinati. Con il 100% dei campioni puliti conquistano quest‘anno la vetta della classifica regionale i laghi di Nemi, San Puoto e del Salto, seguiti da Bolsena (con il 10% dei campioni fuori dai limiti), Albano (17%), Vico e Martignano (25%).

Fra le new entry dell‘itinerario 2008 della Goletta dei Laghi spicca infine il risultato del lago di Scanno in Abruzzo, dove l‘ottima qualità delle acque di balneazione completa un quadro paesaggistico preservato.

MAGLIA NERA A NORD E LOMBARDIA

Se è positivo il dato del lago Maggiore, le analisi di Legambiente evidenziano che appartengono al Nord i verdetti più preoccupanti riguardo allo stato di salute dei laghi italiani.

A detenere la maglia nera è la Lombardia: l‘ultimo nella classifica della Lombardia è il lago di Como che, con il 65% dei campioni fuori dai limiti di legge, di cui il 35% in modo grave, non supera, per il terzo anno consecutivo, l‘esame della Goletta dei Laghi, soprattutto a causa della non completa depurazione dei reflui del territorio comasco.

Preoccupano ancora anche le acque dell‘Iseo, dove risultano oltre i limiti il 45% dei campioni, con due campioni su sei gravemente inquinati, mentre sul lago di Lugano sono due su cinque i prelievi oltre la soglia.

E’ invece in miglioramento il bilancio emerso sulle acque del Garda, dove risulta pulito il 67% dei campioni.

“Nel trarre un bilancio sui laghi lombardi il dato del 43% dei campioni analizzati fuori norma dice che, anche se a fronte di un lento miglioramento della balneabilità, soprattutto per il Garda e il Maggiore, siamo ancora in ritardo nell‘attuare i doverosi investimenti in opere di depurazione, come dimostra la preoccupante situazione riscontrata sul lago di Como”, ha commentato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.

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