June 24, 2008 / 4:21 PM / 10 years ago

Mare, un'infrazione ogni 2 km di costa. Cemento il grande nemico

MILANO (Reuters) - Un’infrazione ogni due chilometri di costa e mari minacciati da cemento e inquinamento.

Mare, un'infrazione ogni 2 km di costa. Cemento il grande nemico. REUTERS PICTURE

E’ questo il bilancio tracciato da Legambiente nel dossier Mare Monstrum 2008, nel quale si evidenzia che tra costruzioni illegali, inquinamento, maladepurazione, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione l’anno scorso sono stati registrati 14.315 illeciti, quasi due per chilometro lungo i 7.400 di costa del Belpaese.

Ma se nel 2007 le infrazioni sono diminuite - nel 2006 erano 19.063 - il numero dei “colpevoli” (+276,8%) è triplicato, e sono saliti lievemente anche i sequestri (+2,9%).

A guidare la classifica regionale è la Campania, con 2.355 infrazioni accertate dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di Porto, seguita dalla Puglia con 2.184 e dalla Sicilia con 2.039 casi.

Il primo nemico delle coste secondo Legambiente è il cemento, il secondo l’inquinamento.

Mare Monstrum segnala nel 2007 un aumento degli illeciti sul fronte scarichi e depurazione, cresciuti rispetto all’anno precedente di oltre il 42% con 1.916 infrazioni accertate, 1.966 persone denunciate o arrestate e 737 sequestri effettuati.

Nella classifica al negativo al primo posto c’è la Calabria con 341 infrazioni accertate, 385 persone denunciate o arrestate e 140 sequestri effettuati, in salita rispetto al secondo posto dello scorso anno. Anche la Puglia aumenta i reati legati all’inquinamento sversato in mare e ottiene il secondo posto con 241 infrazioni accertate (erano 218 lo scorso anno).

IL BUSINESS DEL MATTONE, TRA ECOMOSTRI E ABUSIVISMO

Nel 2007 intorno al ciclo del “mattone selvaggi”o si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce, secondo i dati diffusi da Legambiente.

“Sostanzialmente quello che emerge dal dossier è che in riva al mare il business del mattone non teme confronti, e ormai non riguarda più solo case di villeggiatura ma grandi speculazioni immobiliari che vanno dalle megastrutture alberghiere, ai parcheggi fino ai nuovi porti e che non risparmiano neanche le aree protette”, spiega Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente.

Il fenomeno del cemento sulla costa non risparmia neanche il mare protetto: un caso su tutti l’abusivismo edilizio lungo i 38 km della Riserva Marina di Capo Rizzuto, spiega Legambiente.

Ma non c’è solo l’abusivismo diffuso: Mare Mostrum denuncia decine e decine di ecomostri, talvolta illegali, talvolta “legalizzati” che campeggiano su spiagge e promontori lungo tutta la Penisola. Legambiente ha stilato la top five: l’hotel di Alimuri a Vico Equense, nel Napoletano, le palazzine di Lido Rossello a Realmente, in provincia di Agrigento, Palafitta e Trenino a Falerna, vicino a Catanzaro, il villaggio abusivo di Torre Mileto, nel foggiano, e lo scheletrone di Palmaria a Porto Venere, in provincia di La Spezia.

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