25 gennaio 2008 / 07:26 / tra 10 anni

Papa chiede "info-etica" per porre i media a servizio dell'uomo

CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto ha rivolto un appello oggi ai media a praticare una “info-etica”, dicendo che i mezzi di comunicazione sono spesso usati per imporre “modelli distorti” di vita.

<p>Il Papa dal suo davanzale a San Pietro. REUTERS/Osservatore Romano (VATICAN)</p>

Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, Papa Benedetto XVI ha spiegato che sebbene è “innegabile l‘apporto che i media possono dare alla circolazione delle notizie, alla conoscenza dei fatti e alla diffusione del sapere”, sono spesso usati per ragioni ideologiche e per ricreare la realtà invece di rappresentarla.

“Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell‘uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare la libertà e la vita stessa delle persone”, afferma il pontefice nelle tre pagine del suo messaggio.

”Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un“info-etica’ così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita”, ha detto il Papa.

I media, ha ammonito che i media possono trasformarsi in sistemi volti a sottomettere l‘uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento, come quando vengono utilizzati “a fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante pubblicità ossessiva”.

L‘AUDIENCE

In secondo luogo, con il pretesto di rappresentare la realtà, “i media possono legittimare e imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale”.

“Inoltre, per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza”, ricorda il Papa.

C’è infine la possibilità che propongano “modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri”.

Il problema dei nostri tempi, secondo il Papa, è che in modo sempre più marcato la comunicazione sembra avere la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla attraverso il potere e la forza di suggestione che possiede.

“Si constata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare’ gli eventi stessi”.

“Occorre -- scrive il Pontefice -- chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze”.

Il Papa ha quindi ricordato come “i nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un‘occasione preziosa per ridisegnarlo”.

Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato il 24 gennaio in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. La Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali si terrà la domenica che precede la Pentecoste, quest‘anno il 4 maggio.

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