26 maggio 2010 / 13:29 / tra 7 anni

Campus cinese hi tech sotto controllo dopo serie di suicidi

di Kelvin Soh

<p>Ma Zishan piange portando la foto del figlio Ma Xiangqian in foto d'archivio. REUTERS/Bobby Yip</p>

LONGHUA, Cina (Reuters) - Vestito di bianco, colore tradizionale del lutto in Cina, il padre del diciannovenne Ma Xiangqian piange davanti ai cancelli di un grosso complesso elettronico. Sua moglie e sua figlia sono inginocchiate al suo fianco.

Suo figlio è solo uno dei nove lavoratori che sono morti quest‘anno, in apparenza per suicidio, nel complesso di fabbriche rigorosamente sorvegliato, sollevando questioni sui risvolti più aspri della vita degli operai attorno al Delta del Fiume Perla nella Cina meridionale, chiamato il laboratorio del mondo.

I genitori affermano che Ma, trovato morto alla base di una scala nel campus a gennaio, è morto in circostanze misteriose. Vogliono sapere perché. “Tutto quel che vogliamo sapere è la verità. Non vogliamo nemmeno risarcimenti”, dice il padre.

La fabbrica Longhua appartiene alla Hon Hai Precision Industry, colosso di Taiwan che detiene contratto per produrre computer, console da videogiochi, telefonini ed altri gadget elettronici per Apple ed alcuni dei principali marchi globali.

Il presidente di Hon Hai Terry Gou, uno degli uomini d‘affari più celebri di Taiwan, oggi ha guidato una rara visita per i media nel complesso cinese, parte di una mossa pubblicitaria senza precedenti per contrastare la crescente reazione negativa sui sospetti suicidi.

“Sono molto preoccupato da questo. Ogni notte non riesco a dormire”, ha detto Gou. “Da un punto di vista scientifico, non sono certo che possiamo bloccare ogni caso. Ma come datori di lavoro responsabili, dobbiamo prenderci la responsabilità di prevenirne il più possibile”.

UN RISCHIO PER L‘AZIENDA LA CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO

Sono di gran valore i titoli di Hon Hai e della sua divisione Foxconn che produce telefonini per Nokia ed altre aziende globali, tra crescenti appelli degli attivisti per un boicottaggio globale di prodotti come l‘ultima generazione di iPhone di Apple.

La lista clienti di Hon Hai è come un Who’s Who dei produttori di elettronica, da Apple a Hewlett-Packard a Dell e produttori globali di telefonini.

“E’ un tema cruciale il fatto che Hon Hai debba agire in modo corretto. Altrimenti, Nokia, HP ed Apple potrebbero annullare i loro ordini mentre aumenta la pressione per boicottare i loro prodotti”, dice Andrew Deng, analista di Taiwan International Securities.

Hon Hai e Foxconn sono finite nel mirino per il loro stile aziendale duro e riservato.

I lavoratori fuori dal complesso Longhua hanno reagito duramente ad una lettera che dicono gli è stato chiesto di sottoscrivere all‘improvviso la notte scorsa, che comprende una clausola in cui si indica che l‘azienda non pagherà più del minimo previsto per legge per infortuni avvenuti fuori dal posto di lavoro.

Davanti alla lettera, Gou si è scusato ed ha detto che la ritirerà, definendone inappropriato il linguaggio.

Nel corso della visita, Gou ha preferito enfatizzare le strutture a disposizione dei dipendenti come una piscina olimpionica, banche, panifici, strade a tre corsie e nuovi dormitori che ospitano molti dei 400.000 lavoratori dipendenti di Hon Hai nella China meridionale.

Ha anche sottolineato come la maggior parte dei sospetti suicidi abbiano riguardato persone che lavoravano per l‘azienda da meno di sei mesi.

All‘interno delle fabbriche, dove i giornalisti hanno potuto parlare liberamente con gli operai, molti hanno riconosciuto che si lavora sotto pressione e che molti dei dipendenti vengono da zone meno sviluppate della Cina.

“Forse non reggono lo stress qui”, ha detto Tang Wenying, giovane supervisore di linea dalla provincia centrale di Hunan.

“Questo è un buon posto per lavorare perché ci trattano meglio che in (altre) fabbriche cinesi”.

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