17 aprile 2010 / 14:42 / 8 anni fa

Dal Tamigi a Istanbul in "eco-barca" per turismo sostenibile

di Valentina Rusconi

MILANO (Reuters) - Due uomini e una barca, in viaggio dalle sponde del Tamigi fino a Istanbul per le vie d‘acqua dell‘Europa.

Un‘impresa lenta, quella di Giacomo De Stefano e Jaco po Epis, che sulla Clodia attraverseranno, senza nemmeno un euro in tasca, prima la Manica per approdare sulle coste francesi, infilarsi nella rete di canali che li porterà in Germania, un salto sul Reno, e poi il Danubio, i Balcani per arrivare alla fine nella capitale della Turchia.

Un viaggio “high tech”, “low impact” e “no cost”. Armati di pannelli solari per alimentare l‘elettronica a bordo, vela, remi, fornello fai-da-te, incerata, lenza e amo per procurasi da mangiare, cercheranno l‘ospitalità di chi vive sulle rive dei tratti d‘acqua che attraverseranno o dormiranno in tenda, per cercare di riscoprire un modo diverso di comunicare, di viaggiare lentamente, scoprendo le piccole economie locali.

Sul Bosforo arriveranno forse tra 4 mesi, forse tra 7, senza fretta. Davanti a loro hanno da affrontare con la forza delle braccia e del vento, circa 5.200 chilometri, 400 ponti e 200 chiuse.

Partiti il 15 aprile da Henley-on-Thames a ovest di Londra, tempo due o tre giorni arriveranno nella City, e poi giù fino alla Manica entro forse una settimana.

Da quel punto i tempi si fanno meno prevedibili, col canale da attraversare e la Clodia coi suoi 5,6 metri che è un po’ piccola. “E’ il passaggio più difficile. Aspetteremo la finestra giusta quando ci sarà del bel tempo. Contiamo di farlo in una giornata sola, partendo molto presto. Se qualcuno si muoverà con noi ben venga, altrimenti andremo da soli”, spiega Jacopo , 36 anni ed ex canottiere veneziano che prima di questo viaggio nella sua vita è stato solo una volta all‘estero.

Per raccontare in tempo reale il loro viaggio, Giacomo e Jacopo racconteranno i loro spostamenti sul blog www.manontheriver.com, e chiunque vorrà aggiungersi sarà il benvenuto in qualsiasi momento. “Abbiamo un gps e ogni mezz‘ora si può vedere sul nostro sito dove siamo. Se uno vuole può fare qualche tappa con noi. E’ un viaggio aperto alla condivisione. Nella barca possiamo ospitare una persona al massimo, ma per esempio se si vuole fare il Danubio accanto a noi in bicicletta, ben venga”, aggiunge Jacopo.

RISCOPRIRE L‘ACQUA E TURISMO SOSTENIBILE: UN PROGETTO DI GRUPPO

“Tutto è nato più o meno cinque anni fa, che avevo 38 anni. Lavoravo nel mondo molto glamour dell‘architettura e dell‘arte e ho iniziato a uscirne. Con il crollo delle due torri ho ripensato alla mia vita: ho iniziato a girare e viaggiare, ho fatto un documentario in Cina sul turismo di massa e ho visto l‘incredibile rischio della sua capacità di erosione. Mi sono chiesto come potevo trasformare la mia vita in un messaggio. Ho iniziato a vivere su una barca e ho scoperto il mondo dell‘acqua”, racconta Giacomo, 44 anni, originario di Asti, ma veneziano di adozione.

La vera svolta però arriva nel 2008 quando a bordo di un treno Giacomo passa su un ponte sopra il Po. “Ho pensato che questo fiume aveva dato quasi tutto alla sua regione, dalle idee al terreno fertilissimo. Basta pensare che Venezia è nata commerciando sale e pesce lungo il Po. E mi sono detto: cosa posso fare per il Po?”, ricorda, spiegando come nel 2008 e con una barca in prestito ha navigato l ‘intero fiume.

Giacomo, una volta deciso di fare un viaggio così impegnativo, mette insieme la sua squadra. Primo fra tutti il maestro d‘ascia, Roland Poltock. Scozzese, negli anni Settanta è stato il maestro d‘ascia dello Shah di Persia per poi trasferirsi anche lui a Venezia, costruisce la Clodia sul modello delle barche dei vichinghi.

In tutto spende circa 8.000 euro mentre per il resto materiali e manodopera arrivano da amici e collaboratori. Poi si aggiunge Jacopo, amico di vecchia data e rematore, che lavora in una cooperativa sociale. “Mi occupo di ragazzi che vengono da tutto il mondo e che affrontano lunghissimi viaggi, quindi il tema del viaggio lo vivo quotidianamente”, spiega.

Nel corso delle varie tappe, infine, li seguiranno Massimo Di Nonno, fotografo che segue il tema dell‘acqua, e i registi Nicola Pittarello e Paolo Muran per girare un documentario sulla loro impresa.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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