6 aprile 2010 / 09:48 / 8 anni fa

Cheerleader in campo per far sorridere il Giappone

Di Yuriko Nakao e Yoko Kubota

<p>Cheerleader giapponesi in foto d'archivio. REUTERS/Kim Kyung-Hoon</p>

TOKYO (Reuters) - Il Giappone avrebbe ben poco da sorridere, vista la ripresa economica ancora traballante: per questo a risollevare gli animi ci stanno pensando dei gruppi di cheerleader che si esibiscono tra strade e spazi aperti. Tra di loro, un intero gruppo di ragazze pon-pon sessantenni.

Sabato scorso, circa 20 membri del club giapponese per cheerleader della terza età si è esibito in una competizione vicino a Tokyo, tra il frullio di pon pon dorati e animate danze, in lucenti costumi rossi abbondanti di lustrini e parrucche a caschetto argentate.

“Ho iniziato a fare la cheerleader a 63 anni e credo di essere migliorata molto e di aver fatto dei passi avanti. Chiunque può migliorare, anche se anziano”, racconta a Reuters Fumie Takino, 78enne leader e fondatrice del club.

Il gruppo, le cui componenti hanno mediamente 66 anni e tutti insieme ne fanno 1.520, si allena due ore a settimana, per poi esibirsi spesso tra ospedali pediatrici e case di cura.

Con l‘obbiettivo primario, come spiega Takino, di divertirsi: “Ci sono tante notizie negative e l‘economia va male. Devo ammetterlo, posso fare ben poco per risolvere questo problema, ma spero che mostrando semplicemente alla gente quanto facilmente ci divertiamo noi cheerleader di una certa età, riusciamo a dar loro energia e coraggio”.

Effettivamente l‘entusiasmo del gruppo sembra avere effetti contagiosi.

A Shinjuku, il caotico distretto finanziario di Tokyo, la trentatreenne Aya Saito ha ballato per strada ogni mattina da sette mesi a questa parte sulle note pop del successo anni ‘80 “Mickey”, mentre i pendolari le sfrecciavano davanti diretti a lavoro.

“Ehi ragazzi, vi piace il vostro lavoro? Facciamo del nostro meglio anche oggi!” gridava Saito qualche giorno fa, mentre saltellando faceva svolazzare la lunga coda di capelli.

Qualcuno ha tirato fuori i cellulari e ha preso a scattare foto, mentre un‘anziana signora assisteva divertita.

Saito ha raccontato di aver iniziato la sua attività quotidiana di danzatrice lo scorso Agosto, dopo essersi chiesta come poteva parlare agli altri impiegati, per impedire loro di commettere il suo stesso errore nel precedente lavoro, che l‘aveva portata al licenziamento: reprimere la propria frustrazione.

La sua soluzione? Lei ha imparato da sola a fare la cheerleader guardando YouTube, ed è scesa in strada in un costume da 40 dollari, rosso e senza maniche, comprato in un negozio per vestiti da festa.

“Un signore mi ha detto che stava per lasciare il suo lavoro, ma ha deciso di restare dopo avermi visto qui a ballare. E’ il tipo di cose che rende utile la mia attività”, ha raccontato Saito, quando non balla un‘addetta alle pubbliche relazioni freelance.

La maggior parte dei pendolari passa oltre, ma alcuni trovano ispirazione in quello che faccio.

“Non c’è poi molto vantaggio nell‘incoraggiare le altre persone, ma è bello che lei abbia comunque continuato a farlo ogni giorno”, ha detto Masaki Tsuchiya, 47 anni, dopo essersi fermato a guardarla prima di entrare in ufficio.

Il governo giapponese a marzo ha alzato le sue stime sull‘economia per la prima volta da otto mesi, ma la deflazione è ancora un rischio in un Giappone sempre più anziano, di cui un quarto della popolazione avrà nel 2015 più di 65 anni.

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