26 marzo 2010 / 16:22 / tra 8 anni

Sequestrato Archivio Vasari ad Arezzo. Eredi:già venduto a russi

FIRENZE (Reuters) - I carabinieri hanno sequestrato l‘Archivio di Giorgio Vasari, custodito ad Arezzo, su mandato della Procura di Roma che ipotizza un tentativo di truffa aggravata ai danni dello Stato, ma gli eredi avrebbero già concluso la vendita a una holding russa.

<p>Dipinto di Giorgio Vasari in foto d'archivio. REUTERS/Handout</p>

Lo riferiscono oggi il ministero dei Beni culturali e un avvocato.

Lo scorso ottobre alcuni media avevano riportato la notizia che l‘archivio sarebbe stato venduto dagli eredi, la famiglia aretina Festari, alla holding russa Ross Group per ben 150 milioni di euro.

La vendita ai russi, all‘origine di molte polemiche, era stata bloccata dal pignoramento dell‘archivio da parte della società di riscossione Equitalia Cerit, perché gli eredi avevano debiti pendenti con il fisco.

Il 9 marzo scorso avrebbe dovuto tenersi l‘asta - con una base di 2,6 milioni di euro - bandita da Equitalia, a cui avrebbe dovuto partecipare il ministero dei Beni culturali, ma all‘ultimo momento la famiglia Festari aveva presentato ricorso bloccandola.

Al momento della presentazione del ricorso, gli eredi avevano dichiarato che la trattativa con i russi era ancora in piedi, ma il 19 marzo il Tribunale di Arezzo aveva respinto la richiesta di sospensiva dell‘asta, dando di fatto ragione a Equitalia e riaprendo quindi la strada al pubblico incanto.

Il 20 marzo l‘ultimo colpo di scena, con il sequestro dell‘archivio - reso noto oggi - da parte dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale.

“L‘autorità giudiziaria ha emesso il provvedimento essendo emersi dalle indagini dei carabinieri [...] a carico di ignoti gravi indizi di reità per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato”, dice il ministero nella nota.

“La notizia del sequestro dell‘Archivio Vasari [...] conferma la fondatezza delle perplessità, in più occasioni espresse, sull‘acquisto della collezione Vasari dal ministro Sandro Bondi, che nell‘immediatezza della vicenda aveva disposto la trasmissione degli atti al Comando medesimo”, spiega il ministero.

Alberto Marchetti, avvocato dei Festari, ha detto a Reuters che “la famiglia non ha nessun motivo per ostacolare le indagini che il ministero ritiene di portare avanti, ma queste devono essere svolte nel rispetto della legalità. Mi chiedo quale funzione possa avere questo sequestro se non quello di porre un altro gravame per impedirne la libera commerciabilità”.

E comunque, spiega Marchetti, la vendita ai russi è già stata conclusa: “Con i russi c’è un contratto di vendita, che è in possesso del ministero: una proposta irrevocabile di acquisto che è stata accettata”.

L‘avvocato precisa poi che “il pignoramento deciso da Equitalia Cerit è inefficace perché sono passati 120 giorni senza che si sia tenuta l‘asta”.

Giorgio Vasari, nato nel 1511, comprò casa ad Arezzo nel 1540, dove sono ancora custoditi i suoi affreschi e l‘archivio composto da registri, documenti autografi e corrispondenza intrattenuta con noti artisti rinascimentali, tra cui Michelangelo Buonarroti.

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