3 marzo 2010 / 19:00 / 8 anni fa

Onda nera nel Po, idrocarburi giunti nell'Adriatico, ma diluiti

di Sergio Matalucci

MILANO (Reuters) - Il massiccio versamento di inquinanti nel fiume Lambro, avvenuto dieci giorni fa, è arrivato nell‘Adriatico in maniera diluita, ma per valutare l‘impatto ambientale dell‘accaduto bisognerà aspettare del tempo.

Lo dice il coordinatore scientifico nazionale di Legambiente Giorgio Zampetti, aggiungendo che sul delta del Po, soprattutto nella parte veneta, sembra che la macchia nera sia arrivata sempre più diluita.

“Secondo quanto riferito dai pescatori di Goro non ci sono grandi avvistamenti”, dice a Reuters Zampetti, riferendosi alla località sul Po in provincia di Ferrara.

Le parole di Legambiente trovano conferma nelle dichiarazioni di Ferruccio Melloni, dirigente della Protezione Civile Emilia Romagna, secondo il quale la situazione, pur necessitando della dovuta attenzione precauzionale, è tranquillizzante.

“Le situazioni rilevate nel ferrarese sono tali da tranquillizzare... La concentrazione di inquinanti è al di sotto di 1 milligrammo al litro, soglia di potabilità dell‘acqua”, dice per telefono a Reuters Melloni.

VALUTARE IMPATTI

“Lo stato di attenzione è stato prorogato fino a venerdì a causa dei possibili rischi derivanti dal dilavamento”, dice Melloni, chiarendo che la decisione è stata dettata dalla prudenza necessaria in questi casi.

Si aspetta infatti una breve perturbazione che potrebbe causare la “presenza puntuale di concentrazioni più elevate”, trascinando nelle acque degli inquinanti precedentemente depositati sui margini del Lambro e del Po.

Il prossimo obiettivo, secondo Melloni, è di bonificare le rive che, secondo Legambiente, potrebbero nascondere ancora delle situazioni problematiche.

“E’ necessario capire la situazione che gravita intorno al Po, per capire come verrà gestito e garantito il futuro”, dice Zampetti.

Una volta finita la prima fase di pulizia della parte più superficiale è necessario procedere con la valutazione dell‘impatto ambientale, considerando anche quanti di questi idrocarburi siano entrati nella catena alimentare del fiume.

Il 23 febbraio scorso 400.000 litri di idrocarburi, principalmente gasolio, sono fuoriusciti da un impianto della Lombarda Petroli riversandosi nel Lambro all‘altezza di Villasanta (Monza) per poi confluire nel Po il giorno successivo a causa, secondo il ministero dell‘Ambiente, di un atto doloso.

L‘allarme ambientale, per il quale lo scorso 1 marzo il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d‘emergenza, coinvolge Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

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