3 marzo 2010 / 08:58 / tra 8 anni

India: rivolta musulmani dopo articolo giornale su velo, 2 morti

BANGALORE, India (Reuters) - A Shimoga, nel sud dell‘India, è stato imposto oggi il coprifuoco dopo che due persone sono rimaste uccise nel corso di una protesta da parte di attivisti musulmani contro un articolo di giornale che a loro avviso era offensivo per l‘Islam. Lo riferisce la polizia.

<p>La scrittrice del Bangladesh Taslima Nasrin.</p>

Una delle vittime è stata uccisa dalla stessa polizia, che ha aperto il fuoco contro centinaia di dimostranti musulmani che stavano distruggendo negozi e veicoli, ha detto il capo della polizia locale.

Shinoga si trova a circa 250 chilometri a sud di Bangalore, centro nevralgico dei servizi di outsourcing indiani, un settore da 60 miliardi di dollari che riguarda call center, software e reti informatiche.

Bangalore è la capitale dello stato di Karnataka, governata dal partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party.

Ieri centinaia di musulmani sono scesi in piazza dopo che un giornale locale ha pubblicato un articolo attribuito alla discussa autrice bengalese Taslima Nasrin secondo cui il tradizionale velo musulmano riduce la libertà delle donne.

I manifestanti hanno vandalizzato negozi e danneggiato auto. Le proteste si sono estese anche alla cittadina di Hassan. la polizia dice che in alcune zone gli indù hanno compiuto rappresaglie.

Nasrin ha negato di aver scritto l‘articolo e ha detto che si trattai di un tentativo deliberato di diffamarla.

“L‘incidente accaduto ieri nello stato di Karnataka mi ha scioccato”, ha scritto l‘autrice a Reuters in una email.

“Ho appreso che è stato provocato da un articolo scritto da me che compariva in un giornale di Karnataka. Ma non ho mai scritto in vita mia un articolo per alcun giornale di Karnataka. La pubblicazione di quell‘articolo è una cosa atroce”.

Nasrin ha aggiunto che “in alcuno dei miei scritti ho mai menzionato il fatto che il profeta Maometto fosse contrario al burkha”.

La scrittrice è fuggita dal Bangladesh per la prima volta nel 1994, quando un tribunale sentenziò che aveva urtato il sentimento religioso musulmano “deliberatamente in modo malizioso” con la sua novella in bengalese “Lajja” (Vergogna), che parla di scontri tra musulmani e indù.

All‘epoca, migliaia di musulmani radicali protestarono contro di lei, domando che fosse punita con la morte per blasfemia, e da allora ha continuato a ricevere minacce.

Dopo aver trascorso un decennio in Europa (nel ‘94 il Parlamento europeo le ha attribuito il premio Sakharov per la libertà di pensiero), Nasrin è poi stata negli Usa prima di arrivare in India nel 2004, con un visto temporaneo.

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