18 febbraio 2010 / 10:09 / tra 8 anni

Scienziati americani: la felicità fa bene al cuore

<p>15 febbraio 2010. Shen Xue e Zhao Hongbo dimostrano tutta lo loro felicit&agrave; per l'oro nella gara di pattinaggio artistico. REUTERS/Lucy Nicholson</p>

di Kate Kelland

LONDRA (Reuters) - Le persone felici corrono meno rischi di cardiopatie di chi tende a essere triste.

E quanto hanno rivelato degli scienziati americani, aggiungendo che aumentare le emozioni positive può ridurre i rischi per il cuore.

Gli studiosi, che invitano ad altri studi sul tema prima di poter suggerire delle terapie, sostengono che il loro studio è il primo a dimostrare una relazione indipendente tra le emozioni positive e le malattie coronariche.

“Abbiamo una necessità assoluta di test clinici rigorosi in questo campo. Se i test supportano le nostre scoperte, allora questi risultati saranno incredibilmente importanti nel descrivere specificatamente ciò che gli studiosi e/o i pazienti possono fare per migliorare la salute”, scrive Karina Davidson del Columbia University Medical Center nello studio sull‘European Heart Journal.

La cardiopatie sono la causa principale di morte tra donne e uomini in Europa, Stati Uniti e in gran parte dei paesi industrializzati.

Insieme al diabete, le malattie cardiovascolari hanno causato il 32% dei decessi nel mondo nel 2005, secondo l‘Organizzazione mondiale della sanità.

Per un periodo di 10 anni, Davidson e il suo team hanno seguito 1.739 uomini e donne che partecipavano a un‘imponente ricerca sulla salute in Canada.

Del personale infermieristico specializzato ha misurato il rischio di malattie cardiache dei partecipanti e le emozioni negative come depressione, ostilità e ansietà, oltre che emozioni positive come gioia, felicità, eccitazione, entusiasmo e contentezza -- collettivamente conosciute come “affetto positivo”.

I ricercatori hanno classificato l’“affetto positivo” in cinque livelli che vanno da “nessuno” a “estremo” e scoperto che per ogni livello il rischio di cardiopatie era calato del 22%.

“I partecipanti senza affetto positivo avevano un rischio più alto del 22% di...infarto o angina...di coloro con un piccolo affetto positivo, che a loro volta avevano il 22% di rischio in più di coloro con un affetto positivo moderato”, scrive Davidson.

“Abbiamo anche scoperto che se qualcuno che era generalmente positivo aveva dei sintomi depressivi durante la ricerca, questo non colpiva il loro livello più basso di rischio di malattie cardiache”.

Il team di ricercatori ha detto che una possibile ragione del legame tra felicità e rischio cardiaco potrebbe essere che le persone che sono felici tendono ad avere periodi più lunghi di riposo o relax, e riescono a riprendersi più rapidamente da eventi stressanti e a non trascorrere troppo tempo a “riviverli”.

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