25 gennaio 2010 / 11:35 / tra 8 anni

Usa, cineasti guardano a web e tv come alternative alle sale

di Cameron French

<p>23 gennaio 2010. Fila per il Sundance Film Festival. Il festival, in programma dal 21 al 31 gennaio, &egrave; organizzato a Park City, sobborgo di Salt Lake City nello stato dell'Utah. REUTERS/Mario Anzuoni</p>

PARK CITY, Usa (Reuters) - E’ una trama ingarbugliata degna di un film di Hollywood. Per salvare dall‘estinzione il cinema indipendente, potrebbe essere vicino il tempo in cui alcuni film a basso costo vengono presentati fuori dalle sale cinematografiche, invece che dentro.

L‘idea, una distribuzione alternativa dei film via video-on-demand o tv via cavo e satellitare e Internet, è quel che i cineasti “indie” stanno sostenendo al principale evento del settore in questa settimana, il Sundance Film Festival.

II settore dei film a basso costo che ha prodotto pellicole come il premio Oscar “Slumdog Millionaire” (Il Milionario) si sta dibattendo in momenti difficili mentre le attrezzature digitali a buon mercato e un‘affluenza di investitori hanno alimentato un eccesso di pellicole all‘inizio di un periodo di recessione.

I sostenitori della formula “on-demand” affermano che questa distribuzione alternativa presenti l‘opportunità per i cineasti di film a basso costo per essere competitivi senza doversi contendere i posti nelle sale, che sono limitati.

Per promuovere l‘idea, il Sundance sta lanciando tre film, compreso il documentario di Michael Winterbottom “The Shock Doctrine” a richiesta, in un nuovo programma chiamato Sundance Selects. Cinque altri film saranno su YouTube.

“La bellezza di questo modello (video-on-demand) è che elimina buona parte delle incognite economiche che la distribuzione dei film in genere comporta”, dice Jonathan Sehring, presidente di Ifc Entertainment, che sta lavorando con Sundance.

Tradizionalmente, un distributore paga al produttore una quota per il lancio del film, una cifra inferiore ai costi di produzione, promettendo a chi ha realizzato il film una quota dei profitti che non si realizzerà mai se il film non funziona ai botteghini.

Utilizzando la tv on-demand o la formula di download nel web, i produttori indipendenti possono scegliere attentamente il loro pubblico ed evitare milioni di dollari spesi per il marketing nelle sale cinematografiche, dicono i sostenitori. Ad alcuni produttori piace perchè i loro film possono esser visti, e i distributori sperano in nuovi spettatori al di fuori dei tradizionali centri culturali delle grandi città.

NUOVA GENERAZIONE, NUOVO MERCATO

“Pensiamo di non poter sopravvivere come società senza fare uno sforzo concertato per comprendere il mercato, capire il pubblico, comprendere le opportunità diverse che ci sono lì fuori”, dice Christine Walker, manager di Werc Werk Works, il cui film “Howl” ha aperto il festival.

Works fa parte di una serie di case di produzione indipendenti che stanno trovando pubblico attraverso download su richiesta, che Walker dice induca a far collaborare distributori e cineasti.

“Forse i distributori guadagnano meno rispetto al modello tradizionale, ma nel frattempo non rischiano altrettanto”, dice.

Nolan Gallagher, fondatore e amministratore delegato di Gravitas Ventures, ha detto che la sua società ora lancia circa 300 film all‘anno on-demand e 40 a operatori di tv via cavo, e che il settore è già a un punto in cui un produttore può realizzare un profitto con un accordo on-demand.

Veterani come Bob Berney, cofondatore della casa di distribuzione Apparition, raccomanda prudenza dicendo che sono ancora gli inizi per il modello on-demand ma riconosce che potrebbe essere un canale del futuro. A dire il vero, registi cresciuti guardando i loro eroi sul grande schermo non vorrebbero altro che vedere i loro film nelle sale cinematografiche. Ma molti stanno coltivando l‘idea di andar oltre alla passerella e i riflettori, semplicemente per riuscire a guadagnare facendo quel che a loro piace.

“Se i video-on-demand sono quel che ci vuole per mantenere vivo (il settore), allora sono completamente d‘accordo col sostenerli”, dice Joshua Safdie, che con suo fratello Benny ha diretto “Daddy Longlegs”, uno dei film del Sundance che verrà distribuito on-demand.

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