31 dicembre 2009 / 14:59 / tra 8 anni

Body scanner, Garante Privacy: sì ma individui solo sagoma corpo

di Sara Rossi

<p>L'utilizzo negli aeroporti del body-scanner, una macchina in grado di passare ai raggi X il corpo umano, deve avvenire soltanto in caso di pericolo specifico per la sicurezza, come nella lotta al terrorismo, ma anche in questo caso deve rispettare la dignit&agrave; della persona, rilevando soltanto la sagoma del corpo e non fotografandone l'interno. REUTERS/Yuriko Nakao</p>

MILANO (Reuters) - L‘utilizzo negli aeroporti del body-scanner, una macchina in grado di passare ai raggi X il corpo umano, deve avvenire soltanto in caso di pericolo specifico per la sicurezza, come nella lotta al terrorismo, ma anche in questo caso deve rispettare la dignità della persona, rilevando soltanto la sagoma del corpo e non fotografandone l‘interno.

E’ quanto sostiene il Garante per la Privacy Francesco Pizzetti riferendo il parere del gruppo che riunisce gli omologhi europei, dopo che ieri Olanda e Nigeria hanno annunciato che cominceranno a usare i “full body scanner” nei rispettivi aeroporti.

L‘utilizzo dei body-scanner - usati soprattutto negli aeroporti per controllare che i passeggeri non trasportino oggetti pericolosi o potenziali ordigni - da sempre vede contrapporsi il tema della sicurezza e quello della privacy ed è tornato attuale dopo il fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit del giorno di Natale.

Sull‘eventuale introduzione anche in Italia di questo strumento - di cui Ministero dell‘Interno e Enac dovrebbero discutere in un incontro il 7 gennaio - Pizzetti in un‘intervista a Reuters ha detto di ritenere opportuno che il Ministero chieda “un nostro parere sulle decisioni da prendere” auspicando poi che l‘Unione Europea “adotti una linea comune” sul tema.

“(L‘uso del body scanner) appare una misura eccessiva rispetto a una normale finalità di controllo dei passeggeri. Ovviamente è diverso il caso in cui questa tipologia di controllo sia adottata con riferimento specifico alla sicurezza, e a pericoli specifici per la sicurezza come il terrorismo”, ha chiarito Pizzetti.

Ma anche nel caso in cui questo strumento debba essere usato nella lotta al terrorismo, per Pizzetti non è opportuno ricorrere al cosiddetto “full body scanner” -- una “evidente invasione della dignità della persona” - - con cui è possibile vedere se una donna ha una protesi mammaria, se uno indossa un particolare indumento igienico o se ha una protesi all‘anca.

“Riteniamo che sia meglio usare delle tecnologie che non consentono la visione immediata e diretta dell‘interno del corpo umano ma che ne individuino la sagoma e lancino segnali (acustici o luminosi) in caso di rilevato allarme”, ha chiarito Pizzetti.

Il Garante inoltre sottolinea l‘importanza che la visione del corpo tramite body scanner avvenga ‘da remoto’, non come accade adesso per i bagagli, il cui contenuto passato ai raggi X è visibile da tutti i passeggeri in fila per imbarcarsi.

“E’ evidente che se adottassimo un body scanner con il visore visibile da altri soggetti sarebbe una cosa assolutamente inaccettabile. Il controllo deve avvenire ‘da remoto’, cioè lo scanner è lì (davanti a tutti) ma il soggetto che visiona il passaggio è ‘da remoto’ (ovvero lontano”, ha chiarito.

Ieri l‘Olanda ha detto che nel giro di tre settimane comincerà a usare i “full body scanner” nell‘aeroporto di Schiphol ad Amsterdam per i passeggeri diretti negli Usa, e la Nigeria che doterà i suoi aeroporti internazionali di questi strumenti. Decisioni prese dopo il fallito attentato a un volo Amsterdam-Detroit del giorno di Natale in cui un 23enne nigeriano è sospettato di aver eluso i controlli in entrambi i Paesi.

Negli Usa, il fallito attentato ha spinto il Congresso a chiedere un più vasto uso dei body scanner che secondo coloro che sono a favore avrebbe scoperto la presenza di oggetti non metallici come quantitativi di esplosivo.

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