16 dicembre 2009 / 12:15 / tra 8 anni

Francia, divieto di burqa varrà solo in alcuni edifici pubblici

di Sophie Hardach

<p>Una donna in niqab davanti alla tour Eiffel in una foto d'archivio. REUTERS/Gonzalo Fuentes</p>

PARIGI (Reuters) - Il governo francese si sta apprestando a vietare l‘uso del burqa, l‘abbigliamento integrale per le donne usato in certi paesi islamici, in alcuni edifici pubblici, rinunciando così al bando integrale che potrebbe violare la libertà religiosa, scrive oggi il quotidiano Le Figaro.

Una commissione parlamentare d‘inchiesta sul niqab, il velo integrale, e il burqa, che per il presidente Nicolas Sarkozy non sono ben accetti in Francia, dovrebbe rendere note le proprie raccomandazioni a gennaio, e sembra probabile un compromesso.

“Coprirsi in permanenza il volto negli spazi pubblici non è un‘espressione di libertà individuale”, scrive oggi su Le Figaro Jean-François Copé, capogruppo parlamentare dell‘Ump, partito del presidente Sarkozy.

“E’ una negazione di se stessi, degli altri, una negazione della vita sociale”, dice Copè, che però ammette che il bando totale comporterebbe certi ostacoli legali.

Il quotidiano francese cita alcuni consulenti secondo cui un tale divieto potrebbe essere impugnato di fronte al Tribunale europeo dei Diritti umani con la motivazione che colpisce la libertà religiosa.

Invece, il governo cercherà di vietare questo genere di abiti negli edifici pubblici come i municipi e i commissariati, giustificando la decisione con ragioni di sicurezza. scrive il giornale.

Università, strade e trasporti pubblici non sarebbero interessati dal divieto, che in ogni caso riguarderebbe solo un piccolo gruppo di persone: le donne che in Francia indossano il niqab o il burqa sono, secondo le stime, poche centinaia.

Nei mesi scorsi, la preposta francese di bandire gli abiti integrali ha provocato al tempo stesso proteste e applausi.

“Ognuno ha il diritto di indossare quel che vuole”, ha detto una donna francese di origine marocchina oggi in un‘intervista alla tv Bfm.

Indossando un niqab nero che lascia intravedere solo gli occhi, la donna ha detto di aver adottato il copricapo integrale 10 anni fa per un atto di fede, e di aver ricevuto un maggior numero di insulti e aggressioni verbali da quando il dibattito pubblico sul tema si è acceso, l‘estate scorsa.

La questione ha alimentato una polemica europea sui simboli visibili dell‘Islam come i minareti, che la Svizzera ha recentemente bandito, e anche una campagna del governo francese sull‘identità nazionale.

Nel suo intervento di oggi, Copé ha cercato di distinguere la questione del possibile divieto di indossare il burqa dal progetto sull‘identità nazionale, che sta provocando numerose proteste, affermando che non si tratta di una questione di immigrazione o di religione: “I nostri principi sono in gioco: gli estremisti stanno sottoponendo a una prova la Repubblica incoraggiando una pratica che sanno essere contro i principi essenziali del nostro paese”.

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