27 novembre 2009 / 10:08 / tra 8 anni

Videogiochi aiuteranno i veri scienziati investigatori Csi

di John Gaudiosi

<p>Il cast della serie di Csi ad una premiazione. REUTERS</p>

RALEIGH, Usa (Reuters) - Nella celebre serie tv “Csi: Crime Scene Investigation” e nelle due serie collegate omonime, i criminologi usano la tecnologia più sofisticata per risolvere complicati casi di omicidio ed altri crimini.

Presto le vere indagini utilizzeranno tecniche di videogame per consentire ai criminologi di collaborare virtualmente a ricreare quel che è accaduto sulla scena del crimine.

“Il problema è che mentre ci sono stati grossi progressi nel campo della criminologia, il modo in cui le squadre di investigatori collaborano non è cambiato negli anni”, dice il dottor Mitzi Montoya, Zelnak Professor of Marketing and Innovation Management alla North Carolina State University (NC State).

NC State ha ricevuto di recente 1,4 milioni di dollari di fondi dal programma della National Science Foundation’s Cyber-Enabled Discovery and Innovation (CDI) per gettare le basi di una fondazione che promuova una maggior collaborazione nel campo della scienza criminologica con una piattaforma chiamata Ic-Crime (interdisciplinary, cyber-enabled crime reconstruction through innovative methodology and engagement).

La piattaforma Ic-Crime utilizzerà le ultime tecnologie 3-D di scannerizzazione con laser e la tecnologia di gioco Unity, impiegata in oltre 50 videogame di successo, come “Fall Fusion” and “VooDude”.

La tecnologia di scannerizzazione con laser, sviluppata dalla società di Research Triangle Park 3rdTech, permetterà agli investigatori di registrare meticolosamente le dimensioni della stanza e degli oggetti, così come la posizione di ogni prova sulla scena del crimine.

Gli scanner possono catturare milioni di punti dati sulla scena del crimine nel giro di pochi minuti e ricreare scene del crimine in modo altamente dettagliato.

“Il mondo del videogioco sarà dotato di una pagina web contenente a sua volta dati nella forma di testo e grafiche a due dimensioni”, ha detto il dottor Michael Young, professore associato di scienza informatica ed esperto di giochi alla NC State.

“Realizzeremo un‘interfaccia facile da usare dell‘ambiente di gioco che permetta ai Csi ed altri investigatori di collegale località alla scena del crimine a fonti esterne di dati, come database di capelli o fibre, imppronte digitali e note degli investigatori”.

Young dice che la semplice interfaccia consentirà anche agli utenti di creare trame, o scenari virtuali, per creare animazioni su ipotesi degli investigatori.

Questo consentirà di ricostruire diverse ipotesi sul crimine, permettendo agli utenti di condividerle con investigatori e altri soggetti nell‘ambito del mondo dei videogioco. “la tecnologia da videogiochi consente agli sviluppatori di creare ambienti altamente interattivi ed adattabili virtualmente. Consentirà di coinvolgere diversi utenti, permettendo a molti investigatori di interagire tra loro esplorando la scena del crimine”, ha spiegato ancora Young.

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