16 novembre 2009 / 11:11 / 8 anni fa

Fao, Papa: fame non è strutturale, sprechi inaccettabili

ROMA (Reuters) - La fame si può sconfiggere perché nel mondo c’è cibo per tutti, ma bisogna modificare i principi finora applicati alle relazioni internazionali. Lo ha detto Papa Benedetto XVI intervenendo al vertice Fao apertosi oggi a Roma.

<p>Papa Benedetto XVI in un'immagine d'archivio. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

“Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori”, ha detto il Pontefice, che ha accolto l‘invito a intervenire del direttore generale della Fao Jacques Diouf.

“Vi è il rischio che la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza. Non è così, e non deve essere così! Per combattere e vincere la fame è essenziale cominciare a ridefinire i concetti ed i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali”, ha detto il Papa, parlando in francese.

C‘E’ CIBO PER TUTTI

Benedetto XVI ha sottolineato che il numero di coloro che soffrono la fame sta aumentando “mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti ... globalmente (la) produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro”.

Ha quindi ribadito quanto già sostenuto nella “Enciclica Caritas in Veritate”, e cioè che “la fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale”.

“Manca, cioè, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all‘acqua regolare e adeguato…, sia di fronteggiare le necessità connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari…”.

SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTE

Secondo il Pontefice, dunque, “il problema dell‘insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri”.

Oltre a sottrarre “le regole del commercio internazionale alla logica del profitto fine a se stesso”, è necessario coinvolgere le comunità locali e garantire ad ogni nazione il diritto di definire il proprio modello economico: insomma imboccare una “via solidaristica per lo sviluppo dei Paesi poveri”, che può dimostrarsi anche, come sottolinea il Papa, “una via di soluzione della crisi globale in atto”.

Benedetto XVI è poi tornato sulla questione ambientale, spiegando che “il desiderio di possedere e di usare in maniera eccessiva e disordinata le risorse del pianeta è la causa prima di ogni degrado dell‘ambiente”.

“La tutela ambientale si pone quindi come una sfida attuale per garantire uno sviluppo armonico, rispettoso del disegno della creazione di Dio e dunque in grado di salvaguardare il pianeta”.

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