9 novembre 2009 / 09:00 / 8 anni fa

Il muro è caduto in Germania, ma rimane in Corea

di Jon Herskovitz

<p>Poliziotti vicino alla Zona demilitarizzata a nord di Seul. REUTERS/Jo Yong-Hak</p>

SEUL (Reuters) - Mentre la Germania celebra i venti anni dalla caduta del muro di Berlino, circa un milione di soldati si sfida ancora vicino alla Zona Demilitarizzata che divide le due Coree, ultimo retaggio della Guerra Fredda.

La zona cuscinetto, predisposta la tregua della Guerra di Corea (1950-1053), è larga quattro chilometri e lunga 245 chilometri.

L‘anniversario della caduta del muro di Berlino ha suscitato, in particolare in Corea del Sud, una grande voglia di unità ma permangono le preoccupazioni circa i costi di un eventuale smantellamento della Dmz.

“Il gap economico tra le due Coree è di gran lunga superiore a quello che c‘era tra la Germania dell‘Est e quella dell‘Ovest”, si legge in un editoriale del quotidiano Dong-A Ilbo.

La Corea del Nord è ancora arretrata economicamente, tanto è vero che il suo Pil, 17 miliardi di dollari nel 2008, è pari al due percento dell‘economia sudcoreana.

Secondo alcune stime, il prezzo che la Corea del Sud dovrebbe sostenere per annettere la Corea del Nord sarebbe pari a mille miliardi di dollari.

Questo creerebbe dei forti disagi all‘economia sudcoreana, tanto è vero che un‘agenzia di ricerca statale ha previsto che Seul dovrebbe alzare le tasse di due punti percentuali per circa 60 anni, in caso di riunificazione.

Oltre ai costi, c’è da considerare la completa assenza di contatti tra le due Coree negli ultimi decenni. Per riprendere il paragone con la Germania, i cittadini della Germania Est avevano comunque la possibilità di vedere che cosa succedeva nel mondo attraverso le emittenti televisive della Germania Ovest.

Circa il 60% dei sudcoreani, secondo dei sondaggi recenti, si è espresso a favore della riunificazione, ma vorrebbe che questa avvenisse in tempi lunghi per via degli ingenti costi da sostenere.

Circa il 70% degli intervistati vede nella Corea del Nord una minaccia e in pochi credono che, realisticamente, Pyongyang possa abbandonare il suo programma nucleare.

VILLAGGIO PANMUNJOM E UN RESORT DI MONTAGNA

Il massimo della cooperazione tra le due Coree si è avuto con la collaborazione alla costruzione di un villaggio e di un resort di montagna, posti a nord della Zona demilitarizzata.

Il progetto, completo di nuove strade e linee ferroviarie, è stato portato avanti da Seul grazie all‘aiuto di un‘azienda partner della Hyundai, e ha vissuto fortune alterne, in base all‘andamento dei rapporti tra i due stati.

La Dmz è una delle principali attrazioni turistiche della Corea del Sud, in grado di attrarre più di 600.000 visitatori l‘anno, che possono osservare le trappole per i carri armati e i tunnel scavati dalla Corea del Nord per facilitare un‘eventuale invasione.

L‘attrazione principale è il villaggio Panmunjom, che ha ospitato i colloqui di pace e che si trova all‘interno della Dmz. L‘attuale linea di confine si chiama Military Demarcation Line ed è segnata da 1.290 cartelli gialli della grandezza di meno di un metro quadrato.

Se la Zona demilitarizzata coreana dovesse essere smantellata, la Corea del Sud vorrebbe comunque che fossero adottate delle misure per proteggere piante e animali, che hanno trovato una sorta di paradiso in questa striscia di terra.

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