29 ottobre 2009 / 17:05 / tra 8 anni

Privacy e media, esperto: anche giudice può essere uomo pubblico

di Silvia Molteni

<p>Una donna in edicola. REUTERS/Alessia Pierdomenico (ITALY POLITICS)</p>

MILANO (Reuters) - Anche un giudice può essere considerato un personaggio pubblico, se si occupa di vicende che hanno una notevole risonanza, e come tale diventare “notiziabile”.

Lo ha detto in un‘intervista a Reuters Marco Cuniberti, docente di Diritto dell‘Informazione all‘Università degli Studi di Milano, in riferimento a quanto accaduto a Raimondo Mesiano, il giudice civile di Milano che ha condannato Fininvest, di proprietà della famiglia Berlusconi, a pagare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro in relazione alla vicenda Mondadori.

Qualche giorno dopo la sentenza, Canale 5 - rete ammiraglia di Mediaset, controllata di Fininvest - ha mandato in onda nel corso della trasmissione “Mattino 5” un filmato che ritrae un ignaro Mesiano che passeggia, si ferma ad un semaforo, aspetta il suo turno dal barbiere, fuma e siede su una panchina indossando calzini azzurri, comportamenti definiti “stravaganti” dall‘autrice del servizio.

Il video ha suscitato la reazione indignata, oltre che dell‘opposizione, anche dell‘Associazione Nazionale Magistrati. Dopo la segnalazione del sindacato delle toghe, il Garante della Privacy sta valutando se aprire un‘istruttoria. A tutela di Mesiano è inoltre stata aperta una pratica dal Csm.

Ma come si può inquadrare la vicenda nell‘ambito del diritto dell‘informazione? Se l‘uomo politico è il personaggio pubblico per eccellenza, spiega Cuniberti, “non si esclude che possano acquisire rango di uomo pubblico anche altri soggetti, ad esempio le persone che operano nel mondo dello spettacolo, dell‘economia, della cultura, della stessa informazione, e quindi non è escluso che in relazione a singole e specifiche vicende anche un magistrato possa considerarsi un uomo pubblico”.

L‘essere “pubblico”, se certo non implica che un soggetto debba rinunciare in toto alla sua privacy, comporta però un indebolimento di tale protezione. “Possiamo dire che i confini della riservatezza sono inversamente proporzionali all‘interesse pubblico a conoscere anche aspetti della vita privata di una persona”, spiega Cuniberti.

INTERESSE PUBBLICO VS TUTELA DELLA PRIVACY

Quand’è che un magistrato varca la sottile e incerta linea e diventa a tutti gli effetti un personaggio pubblico? Secondo Cuniberti, è tutto legato all‘interesse sociale dell‘informazione: un giudice lo diventa se si occupa di vicende che hanno una notevole risonanza pubblica.

Mandare in onda immagini di Mesiano, quindi, poteva rispondere ad esigenze di interesse pubblico. “L‘interesse a conoscere che faccia ha il giudice Mesiano discende dal fatto che ha adottato un provvedimento che ha fatto molto discutere”, spiega il professore. Seguire e filmare una persona, anche se in luoghi pubblici, può sì configurare una violazione della riservatezza, ma nel caso di Mesiano “la ripresa di alcune immagini non particolarmente sensibili può essere giustificata dal fatto che il pubblico volesse conoscere l‘aspetto di chi aveva fatto una sentenza così discussa”.

Diverso sarebbe stato se avessero avuto luogo attività di sorveglianza e vigilanza continue nei confronti del magistrato, che avrebbero potuto sicuramente configurarsi come un‘attività illecita sul piano della privacy.

Considerazioni di segno opposto, per Cuniberti, merita invece il commento che ha accompagnato le immagini, “inutile, non contenendo nessuna notizia”. Insistere sulla stravaganza, poi, secondo il docente può effettivamente “diventare una sorta di offesa alla reputazione professionale del magistrato”.

PER UOMINI PUBBLICI, ANCHE ORIENTAMENTO SESSUALE PUO’ ESSERE ‘NOTIZIABILE’

Per quanto riguarda gli uomini politici, il discorso è un po’ diverso. “L‘uomo politico è per definizione un soggetto che si espone ad un giudizio a 360° sulla sua persona, perché chiede un consenso per esercitare la sua funzione che lo coinvolge anche nei suoi comportamenti privati”, spiega Cuniberti. “Questo non vuol dire che non vi siano aspetti attinenti ad esempio alla vita familiare, ai rapporti con i parenti più stretti, con i minori, allo stato di salute, che il politico non abbia diritto a tenere riservati”.

L‘orientamento sessuale è uno degli aspetti che un politico ha diritto a mantenere privati. “Ma quando diventa un elemento che può andare a configurare un turbamento nell‘esercizio delle sue funzioni perché i gusti vengono esplicati con modalità tali che possono condizionare lo stesso esercizio dell‘attività pubblica, è certo che l‘interesse pubblico a conoscere questi aspetti c’è”, conclude il professore.

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