15 ottobre 2009 / 16:27 / tra 8 anni

Studios cinematografici ascoltano i passaparola online sui film

di Alex Dobuzinskis

<p>Un poster di "Bruno", negli Usa flop preannunciato dai commenti sul web. REUTERS</p>

LOS ANGELES (Reuters) - Hollywood sta sempre più puntando su Twitter e Facebook per misurare la popolarità dei film, persino prima che questi escano, una mossa che riflette il potere dell‘appassionato medio di cinema rispetto ai critici un tempo potenti e alle recensioni dettagliate.

I dirigenti degli studios stanno constatando che è importante monitorare le reazioni istantanee del pubblico comune alle loro offerte, e le società si sono buttate a capofitto nella ricerca di strumenti che consentano sia di monitorare che analizzare il passaparola sui siti di social network.

In altre parole, il passaparola è l‘ammontare di scambi di messaggi o di interesse rispetto ad un film, che può aumentare la conoscenza del film stesso e contribuire a dare una direzione alle vendite al botteghino.

In passato, gli studios cinematografici si affidavano decisamente ai focus group, ai sondaggi tra il pubblico ed alle recensioni dei critici per capire in anticipo come i loro film sarebbero andati al botteghino.

Ma gli ultimi mesi hanno evidenziato l‘influenza che il passaparola online ha in un mondo in cui un commento su Twitter può contribuire al successo o al fallimento di una pellicola.

“La scritta sul muro ora compare molto più velocemente che mai prima”, dice Pete Blackshaw, vicepresidente esecutivo dei servizi digitali strategici di Nielsen Online, uno dei più grandi servizi del genere che lavorano per gli studi.

“Se sai che non funziona, ad un certo punto diventi più efficiente dicendo: ‘Ok, non ci spenderemo tutto, forse risparmiamo sul budget per il marketing del dvd’, dice” Blackshaw.

HORROR DI SUCCESSO PRIMA ANCORA DI USCIRE IN SALA

Il passaparola online ha spinto “Paranormal Activity” a registrare incassi per 7,9 milioni di dollari lo scorso fine settimana nelle sale di Usa e Canada, segnando un record per la pellicola proiettata in meno di 200 sale. E ora l‘horror a basso corso è sulla strada di un lancio più in grande stile.

Ma in luglio un altro film brillante, “Bruno”, ha dato una lezione sui pericoli di un altro pubblico da brividi, visto che ha sofferto di un flop superiore al previsto dopo che il suo esordio aveva ispirato commenti negativi di persone su siti web come Twitter e Facebook.

Non tutto è andato perduto. “Bruno”, che ha incassato la deludente cifra di 60 milioni di dollari nelle sale americane e canadesi, ha ispirato un nuovo servizio per misurare le reazioni online ai film.

Un creazione dell‘agenzia di pubblicità Bradley and Montgomery, Fizziology pubblica una tabella settimanale indicando quali sono i film di cui la gente parla di più. Due giorni prima che Paramount Pictures lanciasse “Paranormal Activity” in 160 sale, la tabella online di Fizziology indicava che stava generando più attenzione nel web di quella del film largamente preannunciato per novembre, il seguito di “Twilight”, “New Moon,” e che la gente ne stava parlando bene.

“Quel che è davvero bello di questo è il fatto che stiamo ascoltando e stiamo prestando attenzione, e che la gente potrebbe non saperlo”, dice Ben Carlson, co-creatore di Fizziology.

“Quando qualcuno esce da ‘Paranormal Activity’ e dice ‘ha fatto così paura che non ho dormito’, quello è un commento positivo”.

Christine Birch, presidente del marketing di DreamWorks Studios, dice che gli addetti del settore stanno sempre più tenendo conto di quel che il patito medio di cinema dice online.

“E’ semplicemente tornare all‘età della pietra il dire come si faceva nel 2004 che una persona dicesse soltanto ‘Ci sono un sacco di voci che girano online’ senza sapere cosa questo significhi”, dice.

“E penso che ci siano molti strumenti da sviluppare per aggiungere struttura e affidabilità a questa discussione.”

In uno studio, l‘agenzia di ricerca media Interpret ha riscontrato che il 74% degli utenti di Twitter hanno visto un film in sala negli ultimi sei mesi, rispetto al 60% che è la media sulla popolazione generale.

E l‘agenzia di marketing cinematografico Stradella Road ha riscontrato che il 73% degli spettatori cinematografici ha un profilo in un sito di social network.

Mark Ghuneim, fondatore dell‘agenzia di sondaggi Trendrr, dice che “oggi il web dal vivo ha raggiunto una massa critica. Non si va in una sala cinematografica senza vedere il bel luccichio di un telefonino o di un Blackberry”.

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