7 ottobre 2009 / 14:04 / 8 anni fa

Ue lancia sfida ad Asia e Usa nella ricerca energetica

Di Pete Harrison

BRUXELLES (Reuters) - L‘Europa ha lanciato una campagna per triplicare i fondi da destinare alla ricerca energetica fino a 11,7 miliardi di euro all‘anno, sfidando così la concorrenza di Cina, Giappone e Stati Uniti, anche se il grosso della spesa sarà comunque a carico del comparto industriale.

“Non abbiamo molta scelta se vogliamo davvero combattere il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, rimanere competitivi”, ha detto Janez Potocnik, Commissario Europeo per la Scienza e la Ricerca.

”Lo scorso gennaio il presidente Usa Barack Obama ha annunciato degli investimenti nel settore dell‘energia rinnovabile e la Cina ha presentato un piano di ripresa economica basato proprio sulle tecnologie pulite, ha aggiunto Potocnik. “Queste sono senza dubbio delle buone notizie, ma rappresentano decisamente una sfida per l‘Europa”.

Il settore dell‘energia solare riceverà 16 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, mentre saranno circa 30 le “Smart Cities”, le cosiddette città intelligenti, che verranno costruite nello stesso periodo grazie ad un contributo di circa 11 miliardi di euro. Lo ha confermato la Commissione Europea.

“Il grosso dei fondi dovrà venire necessariamente dal settore privato e dagli stati membri dell‘Unione Europea”, ha detto Potocnik.

La maggior parte dei soldi da destinare allo Strategic Energy Technology Plan verrà infatti dalla complessa rete di fondi dell‘Ue, ma almeno 50 miliardi di dollari, nei prossimi dieci anni, dovranno invece essere investiti come fondi addizionali.

“Questo non implica, almeno per il momento, un incremento del budget dell‘Unione Europea, ma sono fermamente convinto che questa comunicazione fornisca sufficienti ragioni per rinforzare le nostre attività comuni, soprattutto quando si tratta di decidere dello sviluppo futuro del budget dell‘Ue”, ha aggiunto il Commissario.

FRAMMENTAZIONE

Il settore industriale della Ue finanzia circa il 69% della ricerca sull‘energia non nucleare. Ma solo il 2-4% del budget complessivo dell‘industria è destinato alla ricerca, un quarto di quello destinato all‘information technology.

Il progetto prevede di fornire all‘Unione Europea le tecnologie in grado di ridurre le emissioni di gas serra dell‘80% entro il 2050.

Questa strategia è volta anche a ridurre la dipendenza europea da gas e petrolio, il prezzo dei quali è costantemente in aumento.

La ricerca sull‘energia eolica dovrebbe beneficiare di sei miliardi di euro nei prossimi dieci anni, quella sull‘energia nucleare dovrebbe ottenerne sette, mentre la ricerca sull‘energia dalle biomasse e altre forme di energia dovrebbe ottenere 9 miliardi di euro. Altri 13 miliardi di euro, invece, dovrebbero essere garantiti all‘innovativa tecnologia relativa alla “cattura e sequestro del carbonio”, cioè il confinamento geologico dell‘anidride carbonica prodotta da grandi impianti di combustione.

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