5 ottobre 2009 / 14:49 / 8 anni fa

Calcio, prima sconfitta Juve a Palermo, Dinho salva Leonardo

di Daniele Mari

<p>Cavani esulta dopo il gol dell'1-0 alla Juventus. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - La Juventus cede a Palermo, subisce la prima sconfitta stagionale e dà via libera in vetta alla classifica della serie A all‘insolita coppia formata da Inter e Sampdoria.

La squadra di Ciro Ferrara, battuta allo stadio Renzo Barbera per 2-0 da un ottimo Palermo, è sembrata giù di corda nei suoi uomini migliori ed è rimasta sorpresa dalla svolta tattica di Walter Zenga, che ha cambiato uomini e modulo proprio per imbavagliare gli attaccanti bianconeri.

Giulio Migliaccio, da sempre schierato a centrocampo ma utilizzato in questa occasione come difensore centrale, è stato l‘emblema di un Walter Zenga “particolarmente ispirato”, come lo stesso tecnico rosanero si è definito a fine partita.

La sconfitta della Juve, che non vince da cinque partite, lascia campo libero all‘allungo di Inter e Sampdoria. La squadra nerazzurra ha dovuto aspettare nuovamente i minuti di recupero per avere ragione dell‘Udinese, così come avvenuto nel 2008.

Nella scorsa stagione a fare esultare il tecnico José Mourinho era stato Julio Cruz, quest‘anno è toccato a Wesley Sneijder, trequartista che lo stesso allenatore portoghese ha fortemente voluto e definito “fondamentale per il gioco tra le linee dell‘Inter”.

Mourinho, conscio dell‘importanza della vittoria a giudicare dall‘esultanza, ha ricevuto anche la benedizione del presidente Moratti che, in merito alla linguaccia mostrata dall‘allenatore dopo il gol di Sneijder, si è limitato a dire: “Esulti come vuole, purché vinca”.

A far compagnia ai campioni d‘Italia in testa alla classifica c’è la Sampdoria di Luigi Del Neri, ieri bloccata in casa per 1-1 dal Parma dell‘ottimo Francesco Guidolin. Le decisioni dubbie dell‘arbitro Mazzoleni e il terreno di gioco dello stadio Marassi, che impallidisce dinanzi alla perfezione di campi come quello di Stamford Bridge o del Vicente Calderon di Madrid, hanno impedito ai blucerchiati di rimanere in vetta da soli.

Per la coppia d‘oro ligure, formata da Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini, non c’è nemmeno la consolazione della convocazione in Nazionale.

Nel complesso, comunque, sorride tutta la città di Genova, grazie anche al successo del Genoa di Giampiero Gasperini sul campo del Bologna. Nonostante le fatiche di Europa League e la delusione per la sconfitta di Valencia, i rossoblu si sono confermati squadra solida e quadrata, in attesa della prova-verità contro l‘Inter, prevista dopo la sosta per le nazionali.

All‘appuntamento, tra l‘altro, mancheranno curiosamente tutti e due i grandi ex genoani, Thiago Motta e Diego Milito, fuori per infortunio almeno fino a fine mese.

Sta vivendo un momento difficile, invece, il Milan. Contro un‘Atalanta in dieci dal 39’ del primo tempo, i rossoneri mettono in mostra tutti i propri limiti, raggiungendo il pareggio solo a sette minuti dalla fine con il redivivo Ronaldinho. Ma i punti di distacco dalla coppia capolista sono già sette e la sconfitta in casa con lo Zurigo ha complicato anche il cammino in Champions League, dove i rossoneri sono attesi dal durissimo doppio scontro con il Real Madrid dell‘ex Kakà.

Si risolleva la Roma di Claudio Ranieri, che beneficia di uno straordinario Francesco Totti, autore della doppietta che manda ko il Napoli e del suo 184esimo gol in carriera, una cifra che gli consente di agguantare Batistuta all‘ottavo posto della classifica marcatori di tutti i tempi in serie A.

Per Roberto Donadoni, tecnico dei partenopei, la partita dell‘Olimpico potrebbe aver rappresentato la fine della sua avventura alla guida degli azzurri.

Nelle altre partite della giornata spicca il gol-fantasma durante la partita tra Fiorentina e Lazio, che riporta nuovamente in auge il tema di un eventuale aiuto tecnologico o la possibilità di affidare a dei giudici di linea il compito di stabilire se il pallone abbia o meno varcato la linea di porta.

Questa volta a lamentarsi è la Fiorentina, che si vede negare un possibile gol di Gilardino ed è costretta, pertanto, allo 0-0 contro la Lazio.

Nelle ultime due partite della domenica, infine, vittoria esterna del sempre più sorprendente Chievo di Domenico Di Carlo, che ringrazia la splendida doppietta di Michele Marcolini e la mancanza di continuità del Cagliari di Massimiliano Allegri.

Nel derby toscano tra Siena e Livorno, invece, i padroni di casa sprecano una ghiotta chance e non vanno oltre lo 0-0, nonostante un rigore a favore, fallito da Maccarone, e la conseguente espulsione del difensore livornese Davide Marchini.

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