3 ottobre 2009 / 11:47 / 8 anni fa

Roma, in decine di migliaia in piazza chiedono libertà di stampa

ROMA (Reuters) - A Roma decine di migliaia di persone sono scese in piazza questo pomeriggio per difendere la libertà di stampa, allo slogan di “No all‘informazione bavaglio”.

Gli organizzatori parlano di 300.000 persone alla manifestazione di Piazza del Popolo, indetta dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto causa - oltre che a media stranieri - ai quotidiani la Repubblica e l‘Unità chiedendo complessivamente circa 3 milioni di euro, per la copertura mediatica data a vicende legate alla sua vita privata.

Molti dei manifestanti indossano magliette con le scritte “Siamo tutti farabutti” e “Adesso denuncia anche me”.

“Anche se ci sono molti giornali, Internet e canali televisivi, non significa che ci sia libertà. La libertà non esiste se un giornalista non può scrivere quello che pensa”, ha detto una manifestante, Filomena De Filippo.

La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), che ha organizzato la manifestazione, ha fatto sapere di avere distribuito centinaia di magliette con la scritta “No all‘informazione imbavagliata” in dodici città italiane ed europee in cui si svolgono eventi paralleli, tra cui Londra, Parigi e Bruxelles.

Tanti gli interventi in programma, fra cui quelli del premio Nobel Dario Fo, dello scrittore Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e dell‘attore Neri Marcorè. Ci sarà anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, la giornalista critica nei confronti del Cremlino uccisa a Mosca nel 2006. E poi tanta musica, con l‘Orchestra di Piazza Vittorio e Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio.

I DUE CORTEI DEI PRECARI DELLA SCUOLA

In Piazza del Popolo, durante la manifestazione a favore della libertà di stampa, è confluito anche il corteo dei lavoratori della scuola a cui hanno aderito Flc-Cgil e Gilda, partito alle 14.30 da Piazza della Repubblica.

Come spiega la Federazione Lavoratori della Conoscenza-Cgil, si tratta di “un‘altra importante occasione, nel percorso di mobilitazione e di lotta contro la precarietà e contro la politica scolastica di questo governo, per sostenere la piattaforma rivendicativa presentata lo scorso 15 luglio”.

Per le strade della Capitale, però, si è snodato un secondo corteo di precari della scuola, quello dei Cobas, diretto al ministero dell‘Istruzione a Trastevere.

“E’ una mobilitazione, sviluppatasi in tutta Italia, contro la politica scolastica di Tremonti-Gelmini che, in spregio a qualsiasi progetto didattico e culturale, sta ingigantendo il distruttivo immiserimento della scuola pubblica praticato anche dai governi di centrosinistra, tagliando circa 60mila posti di lavoro, scuole, classi ed espellendo in massa i precari/e in base a sciagurate motivazioni finanziarie”, dice in una nota Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

“E’ grave che, di fronte ad un appuntamento di lotta così importante per la scuola, la ‘cattiva politica’ dei partiti e sindacati di centrosinistra (che con i governi Prodi hanno sostenuto politiche analoghe a quelle berlusconiane), nell‘intento di opporsi a Berlusconi come persona e non come politica, manifestino per ‘la libertà di stampa’ (mai garantita quando erano al governo) nello stesso giorno, ora e città dei precari; ed ancor più grave che vogliano sottrarre - con il corteo della Cgil e dei partiti di centrosinistra ... - gruppi di precari dalla mobilitazione verso il Ministero per rimpinguare la loro manifestazione”, prosegue Bernocchi.

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