30 settembre 2009 / 11:36 / 8 anni fa

Spazzatura o tesoro? L'"upcycling" diventa trend

di Belinda Goldsmith

<p>Un vecchio televisore gettato lungo una strada. REUTERS/Carlos Barria</p>

SYDNEY (Reuters) - Invece di buttare quella borsa o quel tubo nel bidone del riciclo perché non farne una cintura o una tendina da doccia, unendosi a un gruppo in forte crescita, quello dei fan dell’“upcycling”?

Il principio dell’“upcycling”, che in italiano potrebbe suonare come “riutilizzo”, è quello di usare un oggetto in un modo nuovo, per un altro scopo rispetto a quello originario, senza intervenire sul materiale di cui è composto, degradandolo ad esempio, particolarità che lo distingue dal riciclaggio che, in genere, implica una distruzione del materiale di partenza per trasformarlo in qualcos‘altro, impiegando più energia.

I sostenitori di questa pratica ecologica sostengono che nei Paesi sviluppati le persone per anni hanno praticato il “riutilizzo”, ad esempio usando vecchie confezioni o vestiti in modo nuovo, anche se magari più per necessità che per una sviluppata sensibilità al tema ambientale.

Ma il riutilizzo sta prendendo piede in diversi Paesi, a dimostrazione che c’è un maggiore interesse per i prodotti ecosostenibili o a basso impatto, soprattutto per quelli che hanno un prezzo accessibile ma sono contemporaneamente redditizi per i produttori.

“Se questa diventerà la tendenza generale, allora le aziende hanno bisogno di assicurarsi che possa essere un‘opportunità anche per loro”, ha detto Albe Zakes, portavoce della società americana TerraCycle specializzata nell‘inventare nuovi usi per vecchi imballi e vecchie confezioni da buttare.

Un numero sempre maggiore di società si stanno concentrando sul riutilizzo, nonostante questo trend non si sia ancora affermato completamente.

Il riutilizzo è applicato a una serie di prodotti, gioielli, accessori e oggetti di moda inclusi, ricavando braccialetti da infradito, lampade da frullatori e trasformando skateboard in mobili come sedie o librerie.

La britannica Elvis & Kresse Organisation (E&KO) utilizza rifiuti industriali per farne nuovi oggetti di lusso, trasformando pompe antincendio in borse, cinture, portafogli e gemelli.

Il cofondatore della E&KO, James Henrit, ha detto di aver scelto deliberatamente di evitare i cosiddetti “materiali vergini”, preferendo invece, per le sue collezioni, accessori di stoffa e materiale impiegato per la vela.

“Noi siamo un‘impresa che di fatto è impegnata nel sociale, e speriamo di cambiare il paesaggio dell‘industria degli accessori di lusso, dando l‘esempio”, ha spiegato Henrit a Reuters Television, a margine del Festival del Design di Londra.

A Vienna, un negozio che si chiama “Gabarage” lascia che i clienti rumino tra rifiuti come vecchi teli di plastica, chip dei computer e scelgano quelli che preferiscono per crearsi una borsa personalizzata.

I pezzi scelti sono poi assemblati dal “team di creativi” di “Gabarage upcycling design”.

“Riutilizzare è il contrario di riciclare”, ha detto il portavoce Daniel Strobel. “Noi accresciamo il valore degli oggetti in modo innovativo, non ci limitiamo a riutilizzarli”.

TerraCycle, creata nel 2001 dall‘allora neodiplomato Tom Szaky, trasforma contenitori per bevande in zaini e confezioni di biscotti in astucci o aquiloni, pagando una piccola cifra a scuole e gruppi di volontari perché la riforniscano con materiale di scarto da riutilizzare.

TerraCycle ha creato anche una linea di orologi, sottobicchieri e cornici partendo da vecchi dischi e circuiti informatici, con colossi come la Kraft e General Mills che assicurano una valanga di rifiuti.

Il direttore Tom Szaky, nel suo libro appena uscito “Revolution in a Bottle” -- che ha una copertina da restituire per il riutilizzo -- ha detto che il suo obiettivo è quello di eliminare il concetto di scarto, dimostrando che tutto può essere ricilato e riutilizzato.

“Noi riutilizziamo rifiuti che non possono essere riciclati ... ci piace quel senso di sfida che si prova nel guardare qualsiasi rifiuto e nell‘inventarsi qualcosa di fantastico da ricavarne” spiega Szaky. “I nostri prodotti sono allo stesso tempo più ecologici e più economici”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below