28 settembre 2009 / 10:39 / 8 anni fa

Polanski si opporrà a estradizione dopo arresto a Zurigo

ZURIGO/PARIGI (Reuters) - Il regista Roman Polanski, arrestato sabato a Zurigo sulla base di un mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti - dove è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una tredicenne - si opporrà all‘estradizione.

<p>Una immagine di Roman Polanski. REUTERS/Hannibal Hanschke</p>

Lo ha detto oggi il suo avvocato.

Polanski, che possiede la cittadinanza franco-polacca e non torna negli Usa dal 1978, si trovava in Svizzera per ricevere il premio alla carriera al festival del cinema di Zurigo.

“E’ combattivo e determinato a difendersi”, ha detto Hervé Temime, avvocato del regista, alla radio France Info, aggiungendo che il suo assistito è scioccato dall‘arresto, visto che visita regolarmente il Paese e vi possiede addirittura una casa.

“Abbiamo iniziato chiedendo il suo rilascio, che dovrebbe essere attuato oggi stesso”, ha detto Temime. “Non ci sono ragioni di legge o riguardanti i fatti... per tenere Roman Polanski in prigione un solo giorno”.

Polanski era stato arrestato nel 1977 con l‘accusa di avere drogato e somministrato alcolici ad una tredicenne, Samantha Geimer, ed avere avuto rapporti sessuali con lei durante un servizio fotografico nella casa di Jack Nicholson. La donna, che ora vive alle Hawaii, ha detto che Polanski non dovrebbe finire in carcere.

Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha avuto un colloquio con la sua controparte svizzera Micheline Calmy-Rey per discutere del caso, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero elvetico. Kouchner ha spiegato alla radio di stare lavorando sul caso insieme alla Polonia, e che ha scritto al Segretario di Stato americano Hillary Clinton.

Oggi, nel corso di una visita a Parigi, il ministro svizzero dell‘Economia Doris Leuthard ha detto che il paese non poteva non applicare il mandato di cattura internazionale spiccato nei confronti di Polanski. “Gli americani sono convinti che l‘arresto di Polanski sia necessario. Sta a loro decidere”, ha detto nel corso di una conferenza stampa.

LIBERARE POLANSKI?

Le autorità americane hanno ora 60 giorni di tempo per ufficializzare la richiesta di estradizione, ma il regista può appellarsi alla Corte Federale di Giustizia svizzera. Una portavoce del tribunale ha detto che non è ancora pervenuta nessuna richiesta nell‘ambito del caso.

La giuria del festival del cinema di Zurigo, i cui membri indossavano oggi cartellini rossi con la scritta “Liberate Polanski”, ha accusato la Svizzera di “collusione filistea”. “Speriamo che oggi quest‘ordine sia revocato. Riguarda un caso vecchio di trent‘anni, completamente chiuso se non fosse per particolari tecnici minori”, ha detto la presidente della giuria Debra Winger.

Altri esponenti del mondo del cinema, tra cui Monica Bellucci, l‘attrice francese Fanny Ardant, il presidente del festival del cinema di Cannes Gilles Jacob e il regista di Hong Kong Wong Kar Wai hanno sottoscritto una petizione per chiedere l‘immediato rilascio del cineasta.

Polanski ha sempre evitato i paesi che hanno stretto accordi di estradizione con gli Usa. Non ha mai fatto ritorno a Los Angeles, dove nel 1969 sua moglie Sharon Tate, incinta, fu uccisa dai seguaci di Charles Manson.

Il regista ha sempre sostenuto che la tredicenne aveva già avuto esperienze sessuali ed era consenziente, ma ciò non gli ha impedito di passare 42 giorni in carcere, dove è stato sottoposto a test psichiatrici e ha acconsentito a dichiararsi colpevole per ricevere una sentenza che dichiarasse la pena già scontata.

Nel 1978, alla vigilia del pronunciamento del tribunale, Polanski lasciò gli Usa perché era convinto che il giudice avrebbe potuto respingere la sua ammissione di colpa e condannarlo a 50 anni di carcere. Quest‘anno. i suoi avvocati non sono riusciti ad ottenere il proscioglimento dopo che un documentario aveva nuovamente sollevato dei dubbi sul comportamento dei giudici.

Il procuratore della contea di Los Angeles, Steve Cooley, ha detto ieri che Polanski ha ricevuto una sentenza molto clemente, che con le leggi in vigore oggi non sarebbe mai stata possibile: “Verrà finalmente fatta una forma di giustizia”, ha detto.

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