22 settembre 2009 / 14:08 / 8 anni fa

Ambiente, l'Europa si divide sulla protezione del tonno pinnablu

di Pete Harrison

<p>Pescatori siciliani durante la mattanza del tonno pinnablu. REUTERS/Tony Gentile PP03060031 TG/SN</p>

BRUXELLES (Reuters) - I Paesi del Mediterraneo hanno respinto l‘invito da parte della Commissione e dei Paesi settentrionali dell‘Ue a vietare la pesca del tonno atlantico pinnablu, almeno fino a quando un periodo di stop non avrà consentito un ripopolamento della specie.

Il pinnablu dell‘Atlantico è particolarmente apprezzato dagli amanti del sushi ed è venduto a prezzi stratosferici in Asia, soprattutto in Giappone dove un esemplare di questo pesce può arrivare a costare fino a 100mila dollari.

E il risultato è che la pesca industriale ad opera dei Paesi meridionali dell‘Ue ha drasticamente ridotto la popolazione nel Mediterraneo e nell‘Atlantico orientale, tanto che gli scienziati hanno avvertito che il punto in cui si corre il rischio di non poter più ripopolare la specie è sempre più vicino.

“Siamo convinti che sia necessario e urgente assicurare la piena protezione del tonno pinnablu”, ha detto la segretaria britannica all‘Ambiente, Hilary Benn.

La specie a sangue caldo è nota per la taglia e la velocità, dato che questi tonni possono pesare più di 600 chili - più di un cavallo - e sono capaci di accelerazioni pari a quelle di una macchina da corsa, per raggiungere una velocità massima di 70 chilometri orari.

La Commissione aveva anticipato, due settimane fa, che si sarebbe attivata perché l‘Europa sostenesse una proposta fatta da Monaco di inserire la specie all‘interno della Convenzione Internazionale sul Commercio delle specie a rischio che si terrà il prossimo marzo.

Ma Spagna, Italia, Francia, Cipro, Grecia e Malta ieri hanno rifiutato la proposta, ha fatto sapere una fonte della diplomazia europea. Il Portogallo si è unito al gruppo dei Paesi del nord Europa e ha votato a favore del divieto di pesca.

“L‘ottusità dei governi del Mediterraneo porterà ad un‘estinzione del tonno pinnablu e in pochi anni lascerà i pescatori senza niente da pescare”, ha dichiarato Saskia Richartz, attivista di Greenpeace. “Ma - ha aggiunto la Richartz - Paesi come Malta e la Spagna sono sempre più isolati”.

Il commissario europeo alla Pesca e agli Affari marittimi, Joe Borg, ha detto che il destino di questa specie di tonno adesso è nelle mani della Commissione internazionale per la protezione del tonno atlantico (Cipta), un organismo già accusato dagli ambientalisti di non saper fare il proprio dovere.

Secondo la Cipta, l‘attuale tasso di pesca è tre volte superiore al livello di guardia, con il rischio di vedere la popolazione di pinnablu contrarsi fino ad arrivare ad un quinto di quella registrata nel 1970.

“Sono estremamente deluso dal mancato accordo nell‘Ue per appoggiare la proposta di Monaco”, ha detto la Benn. “Quando la Cipta si riunirà a novembre, la Gran Bretagna farà pressioni perché dei provvedimenti vengano adottati in quella sede”.

Tradotto da redazione General News Roma +3906 85224380, fax +3906 8540860, italy.online@news.reuters.com

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