2 settembre 2009 / 11:23 / tra 8 anni

Venezia, Tornatore con "Baaria" racconta il mondo

di Ilaria Polleschi

<p>L'attrice Margareth Made alla Mostra del Cinema di Venezia, oggi. Made recita nel film di Giuseppe Tornatore "Baaria". REUTERS/Tony Gentile</p>

VENEZIA (Reuters) - Un film sulla famiglia, la passione politica, la storia della Sicilia e dell‘Italia: è anche questo il nuovo film di Giuseppe Tornatore, “Baaria”, che oggi apre la 66esima Mostra d‘arte cinematografica di Venezia, dove è in gara per il Leone d‘Oro.

Due ore e mezzo di affresco sulla Sicilia dai primi del ‘900 a oggi, recitato quasi interamente in dialetto siciliano, che racconta tre generazioni di una famiglia di Bagheria con leggerezza ma anche con malinconia per un‘Italia che non c’è più.

“L‘idea non era quella di fare un film sulla Sicilia, ma su un coro di personaggi che vivono all‘interno di un paesino, e far sentire l‘eco di ciò che succede intorno, lontano”, ha raccontato oggi in conferenza stampa il regista premio Oscar. “E’ un‘allegoria del posto in cui si è nati... Chiunque sia vissuto in provincia troverà migliaia di cose analoghe (a quelle raccontate nel film)”.

La pellicola -- che all‘anteprima per la stampa ha ricevuto solo qualche flebile applauso -- narra anche “la passione civile e morale”, che nel corso di questi anni, secondo Tornatore, si è persa. “Sarebbe bello che si recuperasse il senso del dovere, capire quanto è importante il rapporto con la collettività”.

Nel film, il figlio chiede al protagonista cosa sia un riformista, e Tornatore sostiene che la sua risposta è “una definizione incisiva ma semplice, che può essere utile a promuovere una riflessione anche sull‘oggi per quanto riguarda la sinistra”.

“Talvolta cercare di ottenere tutto e subito, in modo drastico, non porta bene. Rincorrere gli obiettivi con buon senso è un‘ottima strada”, ha aggiunto il regista, al suo ritorno in Laguna dopo 14 anni, quando con “L‘uomo delle stelle” vinse il Gran Premio della Giuria.

“Ancora si fatica ad accettare questo modo più semplice e più giusto di fare politica...Parlare così quando le cose vanno come vanno può sembrare folle, ma lo è solo in apparenza”.

UN VERO KOLOSSAL, COSTO 25 MILIONI DI EURO

Il film -- prodotto da Medusa e in concorso alla 66esima edizione della kermesse cinematografica partita in serata al Lido -- ha i numeri di un vero e proprio kolossal: 25 milioni di euro di costo, nove mesi di preparazione, 25 settimane di riprese, 2.800 costumi, 210 personaggi, 35.000 comparse e la colonna sonora del premio Oscar Ennio Morricone.

“Credo di aver mantenuto la misura”, ha spiegato il maestro, secondo il quale quando si ama molto un film, come lui in questo caso, “c’è il pericolo di strafare” con la colonna sonora.

“E’ il nostro ottavo film insieme”, ha ricordato Tornatore. “Abbiamo un codice di collaborazione che consente a tutti e due di comprenderci fino in fondo e questo film è stata un‘esperienza esaltante”.

Per il 53enne Tornatore, “Baaria” è il film della vita. “Pensavo di farlo a 60 anni, perché ritenevo di poter avere una prospettiva più giusta, ma ero consapevole delle difficoltà e pensavo che non si sarebbe fatto mai. Poi ho fatto ‘l‘errore di parlarne con alcuni amici, raccontando intere sequenze che avevo in testa e che sono nel film esattamente come me le ero immaginate”, e di lì il progetto ha preso forma.

La pellicola -- che vanta un cast di eccezione ma che vede due esordienti come protagonisti, i bravi

Francesco Scianna e Margareth Madè -- uscirà il 25 settembre in 450-500 copie in due versioni: una per la Sicilia, in dialetto stretto, e una in un siciliano italianizzato per il continente, come ha ricordato oggi Giampaolo Letta, vice-presidente di Medusa.

“Questo film è costato molta fatica, più di quello che può rappresentare il budget”, ha concluso Tornatore. “Ora che c’è spero che abbia buona fortuna”.

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