24 luglio 2009 / 16:53 / 8 anni fa

Ambiente: allo studio carbon tax europea, non alle frontiere Ue

ARE, Svezia (Reuters) - La presidenza svedese della Ue sottoporrà ai 27 paesi l‘idea di una carbon tax europea, ma non vuole prendere in considerazione un‘imposta specifica alle frontiere, come proposto da Parigi in caso di fallimento dei negoziati di Copenhagen.

<p>il ministro svedese dell'Energia, Maud Olofsson. REUTERS/SCANPIX/Anders Wiklund (SWEDEN TRANSPORT BUSINESS)</p>

Mentre diversi paesi lavorano già a normative nazionali per tassare l‘energia da carbon fossile, il ministro svedese dell‘Energia, Maud Olofsson, ha detto che il suo paese presenterà prossimamente una proposta in tal senso ai ministri delle Finanze dei 27.

“Ne vogliamo discutere”, ha detto in una conferenza stampa ad Are, nel centro della Svezia, dove i ministri europei dell‘Ambiente e dell‘Energia si sono riuniti per una riunione informale.

Il suo collega dell‘Ambiente, Andreas Carlgren, ha indicato che si tratta di una misura molto promettente, che punterebbe ad aggredire il cambiamento climatico e in parallelo i deficit di bilancio.

“Bisogna gettare dei ponti tra i ministri dell‘Ambiente e delle Finanze”, ha detto Carlgren.

Molti paesi europei, dentro e fuori la Ue, hanno cominciato a riflettere su una normativa di questo tipo e gli Stati Uniti hanno lasciato intendere che potrebbero anche loro aderirvi.

Il commissario europeo all‘Ambiente, Stavros Dimas, ha detto che l‘idea è molto interessante sulla carta, ma di difficile realizzazione.

“Su queste questioni ci vuole l‘unanimità ed è difficile ottenerla, ma noi incoraggiamo misure nazionali di questo tipo”, ha detto Dimas.

Ad Are, i 27 paesi della Ue si sono invece opposti all‘idea di una carbon tax alle frontiere dell‘Europa se la conferenza di Copenhagen dovesse fallire.

“Bisogna evitare di far scivolare il dibattito sul protezionismo e preferisco puntare sull‘eco-efficienza”, ha detto Maud Olofsson.

Dimas ha spiegato che “la Ue ha partecipato alla preparazione di Copenhagen non esercitando delle pressioni, ma creando un clima di fiducia tra le parti”.

L‘idea della carbon tax alle frontiere Ue era stata avanzata dal presidente francese Nicolas Sarkozy per proteggere le imprese europee dalla concorrenza internazionale sleale, prelevando un‘imposta sui beni prodotti fuori dall‘Unione secondo norme ambientali meno stringenti di quelle del vecchio continente.

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