9 luglio 2009 / 11:14 / tra 8 anni

Ue:reato immigrazione clandestina Italia sposterà rotte migranti

di Massimiliano Di Giorgio

<p>Ue:reato immigrazione clandestina Italia sposter&agrave; rotte migranti. REUTERS/Enrique De La Osa</p>

ROMA (Reuters) La legge appena approvata dal Parlamento che introduce il reato di immigrazione clandestina avrà l‘effetto di ridurre l‘arrivo di migranti in Italia e di spostare le rotte dei trafficanti nel Mediterraneo verso altri Paesi, molto probabilmente la Spagna meridionale e la Grecia.

Lo ha detto oggi a Reuters Gil Arias Fernandez, vice direttore esecutivo di Frontex, l‘agenzia dell‘Unione Europea che coordina la cooperazione tra Stati membri alle frontiere, aggiungendo che per un calo degli arrivi si è già registrato nel primo trimestre dell‘anno, prima che la legge fosse approvata, e che si cominciano già a vedere i benefici dell‘accordo di cooperazione con la Libia.

“La legge approvata (il cosiddetto ddl sicurezza, ndr) avrà impatto sulle nostre operazioni, perché ci sarà un impatto sul trend di arrivi verso l‘Italia”, ha detto Fernandez a margine di un incontro con la stampa italiana per presentare le attività di Frontex.

“E’ una conseguenza normale, quando una delle destinazioni (dei migranti) diventa più difficile, i trafficanti di esseri umani ne scelgono altre più facili”.

Alla domanda su quali potrebbero essere le destinazioni alternative alle coste italiane, il numero due dell‘agenzia con sede a Varsavia ha spiegato che è difficile dirlo con esattezza, ma molto probabilmente il sud della Spagna e la Grecia, attraverso il territorio della Turchia.

Secondo Fernandez, l‘Italia è l‘unico paese della Ue ad adottare sanzioni penali contro gli immigrati clandestini: “Per quanto ne so, l‘Italia è l‘unico paese (della Ue) in cui gli immigrati illegali vengono sanzionati penalmente in quanto tali, altri paesi hanno adottato sanzioni amministrative. In Italia, nel primo trimestre del 2009 si è registrato un calo del 20% degli immigrati clandestini individuati alle frontiere rispetto allo stesso periodo del 2008”, ha detto Fernandez citando dati forniti dalle autorità italiane.

CALO IMMIGRAZIONE VERSO UE

Questi dati, ha spiegato il numero due di Frontex, non prendono in considerazione gli accordo con la Libia, che sono diventati operativi a metà maggio: “Quando avremo ricevuto le statistiche per tutto il semestre la riduzione sarà ancora più significativa. Complessivamente, nei 27 paesi dell‘Unione la diminuzione di migranti clandestini è stata del 16%”.

Lungo le coste della Sicilia e della Sardegna, dove Frontex è impegnata con le autorità italiane nell‘operazione di pattugliamento Hermes, dal primo gennaio al 5 luglio di quest‘anno gli arrivi i migranti sono calati rispettivamente del 54% (da 14.806 a 6.760) e del 56% (da 776 a 333) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono aumentati invece complessivamente dell‘8% gli arrivi alle frontiere marittime dell‘Unione, dice Frontex, spiegando che la crescita si è registrata soprattutto in Grecia.

L‘Italia ha chiesto all‘Unione di definire una politica comune per l‘immigrazione, ottenendo per il momento solo quelli che sembrano vaghi impegni.

Secondo Fernandez, un politica comune dei 27 sul contrasto all‘immigrazione sarebbe una buona misura, ma è difficile che tutti i paesi trovino un accordo.

Tutti gli indici usati da Frontex per misurare l‘immigrazione clandestina, ha detto, indicano un calo del fenomeno per il 2009, con l‘aumento delle domande d‘asilo, che nel primo trimestre sono salite di circa il 10% .

Per Frontex, le ragioni di questo calo stanno prima di tutto nella cooperazione dei cosiddetti paesi terzi, che spesso sono quelli da cui partono i migranti. E’ il caso della Mauritania e del Senegal, o più recentemente della Libia. Mentre, al contrario, la mancanza di cooperazione della Turchia sta aumentando la pressione migratoria sulla Grecia, ha detto Fernandez.

Secondo fattore è l‘effetto deterrente delle espulsioni e dei rimpatri: “E questo vale anche per l‘Italia”, ha detto il vice direttore esecutivo dell‘agenzia. “Perché quando gli aspiranti immigrati vedono i loro colleghi tornare dopo aver speso tanti soldi e aver corso tanti rischi ci pensano due volte”.

Terzo elemento, la crisi economica attuale, che sembra far calare la motivazione dei migranti a partire per l‘Europa, dove la disoccupazione in aumento. Ed proprio la crisi, ha detto Fernandez, che potrebbe contare anche di più nel prossimo futuro per ridurre la pressione migratoria sulle coste mediterranee della Ue.

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