24 giugno 2009 / 14:38 / tra 8 anni

I grandi ricchi in calo per colpa della crisi, in Italia -20,8%

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - La crisi economica globale nel 2008 ha mietuto vittime anche tra i cosiddetti grandi ricchi, che sono diminuiti e hanno visto diminuire il loro patrimonio, Italia compresa, dove il calo registrato è stato del 20,8%.

E’ quanto emerge dal 13esimo “World Wealth Report 2009”, presentato oggi da Merrill Lynch Wealth management e Capgemini, che sottolinea anche il cambiamento del tipo di investimenti effettuati dai “Paperoni”, in fuga dal mercato azionario e più spostati verso investimenti semplici e meno rischiosi.

Lo studio -- che analizza i dati economici di 71 Paesi, rappresentanti circa il 98% della ricchezza mondiale -- svela che la ricchezza e il numero di persone con un patrimonio finanziario superiore a un milione di dollari (i cosiddetti High net worth individual, Hnwi) sono scesi l‘anno scorso sotto i livelli del 2005, per un totale di 32.800 miliardi di dollari.

A diminuire sono anche gli ultra ricchi, ovvero coloro con un patrimonio finanziario di 30 milioni di dollari, che hanno registrato un flessione globale del 24,6%.

In Italia, dai circa 206.000 grandi ricchi del 2007, si è passati a 163.700, in calo del 20,8%, dopo due anni di crescita costante nel 2005 e 2006.

“C’è una chiara inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni”, hanno spiegato oggi Mauro Masciarelli, vice presidente di Capgemini Italia e Isabella Fugazza, sales manager di Merrill Lynch Global Wealth management.

La ricerca prevede però che la ricchezza dei Paperoni tornerà a crescere a fronte di una ripresa dell‘economia globale e che l‘Italia beneficerà di ciò, rispettando il trend di crescita dell‘eurozona.

In base alle previsioni, infatti, la ricchezza finanziaria complessiva crescere a quota 48.500 miliardi di dollari entro il 2013 con un incremento annuo del 8,1%. Si prevede inoltre che l‘area dell‘Asia-Pacifico supererà il Nord America in termini di ricchezza entro i prossimi quattro anni.

NUMERO DI PAPERONI CONCENTRATO, MA IN VIA DI SPOSTAMENTO

Lo studio evidenzia inoltre come il 54% dei ricconi sia sempre concentrato in Usa, Giappone e Germania, ma anche l‘entrata nella top ten di Brasile e Cina, che si piazza al quarto posto, per la prima volta davanti al Regno Unito, dopo aver superato l‘anno scorso la Francia. L‘Italia scende al nono posto dall‘ottavo del 2007, superata dalla Svizzera.

Da quanto emerge dallo studio, inoltre, non ci sono stati “safe heavens” (paradisi sicuri) per gli investimenti nel 2008, ma ciò ha spinto verso forme più semplici e meno rischiose, con un notevole rientro di capitali nei Paesi di residenza dei vari investitori, che hanno puntato soprattutto su obbligazioni e titoli legati a cash e depositi (aumentati del 6% e rappresentando il 50% del portafoglio globale), sul mercato immobiliare (+4%, che rappresenta il 18% del portafoglio). Gli strumenti alternativi sono calati del 2%, con eccezione dell‘oro (siano lingotti, monete o Etf) , considerato un bene rifugio e cresciuti del 3%.

I paperoni non smettono però di fare investimenti per “passione” con però un valore tangibile e quotabili, che incidono per il 27% del totale degli investimenti a livello globale.

Prime fra tutte le opere d‘arte (che rappresentano il 25% degli investimenti contro il 20% del 2006), seguite da gioielli, pietre preziose e orologi (al 22% dal 18% del 2006). Si è puntato anche su altri beni da collezione, come vino, antiquariato e su investimenti sportivi (squadre ecc...) che hanno rappresentato rispettivamente il 12 e il 7% dei “passion investment” nel 2008.

Sono cresciute anche le spese nel settore salute-benessere, mente sono calate quelle nei viaggi di lusso.

La crisi ha avuto poi ripercussioni sugli investimenti etici e filantropici, soprattutto nell‘ultimo trimestre 2008. Per il 2009 il 60% dei paperoni americani ha dichiarato di avere intenzione di fare meno donazioni a causa della flessione economica.

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