23 giugno 2009 / 10:43 / tra 8 anni

Refrigeranti gravano sui cambiamenti climatici, dice studio

di Alister Doyle

<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Lee Chyen Yee CC/JD</p>

OSLO (Reuters) - Le emissioni responsabili dell‘effetto serra provocare dai prodotti chimici usati nei sistemi di refrigerazione e nei condizionatori d‘aria rappresenteranno un problema maggiore del previsto per i cambiamenti climatici entro il 2050. E’ quanto affermano alcuni scienziati.

Nel peggiore dei casi, dicono, gli idroflorocarburi (HFC) potrebbero causare un riscaldamento globale nel 2050 e pari all‘impatto tra il 28 e il 45% delle emissioni di anidride carbonica, principale gas che trattiene il calore, prodotto dalla combustione di combustibili fossili.

“Gli HFC rappresentano una significativa minaccia agli sforzi del mondo di stabilizzare le emissioni che influenzano il clima”, ha detto Guus Velders, autore principale alla Netherlands Environmental Assessment Agency, a proposito di quanto riscontrato da un gruppo di scienziati con base in Olanda e negli Usa.

L‘attuale contributo degli HFC al riscaldamento globale è meno dell‘1% di quello dell‘anidride carbonica. Gli HFC sono usati negli apparecchi di condizionamento dell‘aria, compreso l‘80% delle nuove auto, nei sistemi di refrigerazione e nelle schiume isolanti.

Gli HFC sono stati introdotti prima che il riscaldamento globale causato dall‘uomo fosse individuato come un grosso problema, per rimpiazzare una generazione più vecchia di prodotti chimici che stavano danneggiando lo strato di ozono che protegge il pianeta dai dannosi raggi ultravioletti.

Lo United Nations Environment Programme (Unep) ha detto che lo studio, nell‘edizione odierna di U.S. journal Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato che ci sono sistemi semplici per combattere il riscaldamento globale con la riduzione di emissioni di anidride carbonica.

GREENPEACE: MOLTE AZIENDE STANNO GIA’ SPERIMENTANDO PRODOTTI ALTERNATIVI

“Ci sono altri obbiettivi a portata di mano nei cambiamenti climatici”, dice il capo di Unep Achim Steiner in una dichiarazione sugli Hfc. aggiungendo che questi cambiamenti causeranno peggiori siccità, inondazioni, ondate di caldo e innalzamento dei livelli dei mari.

“Da alcune stime, l‘azione per raffreddare e poi ridurre questo tipo di emissioni potrebbe offrire al mondo l‘equivalente di quanto vale un decennio di emissioni di anidride carbonica”, ha detto.

Più di 190 paesi prevedono di concordare un nuovo piano sul clima a Copenhagen in dicembre che prenda il posto del Protocollo di Kyoto, che regola le emissioni di sei gas ritenuti responsabili dell‘effetto serra , tra i quali anidride carbonica e HFC.

“Ci sono soluzioni semplici e pronte per il mercato (per gli HFC) che aspettano di essere adottate e di avere adeguati incentivi” dice Kert Davies, ricercatore Usa e direttore del gruppo ambientalista Greenpeace.

Greenpeace sostiene che aziende come Bosch-Siemens, Whirlpool, Panasonic, Samsung, Miele ed Ben & Jerry’s vendono o stanno sperimentando tecnologie alternative di “Greenfreeze” (refrigeranti verdi).

L‘Unione Europea prevede di escludere gli HFC dai sistemi di condizionamento nelle auto nei prossimi anni. Lo studio dice che entro il 2050, i Paesi in via di sviluppo potrebbero emettere circa 800 volte più HFC dei Paesi industrializzati. E suggerisce che il modo migliore per contenere le emissioni da HFC sarebbe quello di “u9n blocco globale seguito poi da modeste riduzioni annuali”, coinvolgendo Paesi in via di sviluppo e industrializzati.

“Gli HFC vanno bene per proteggere lo strato di ozono ma non sono amici del clima”, dice David W. Fahey, scienziato dell‘U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration, tra gli autori dello studio.

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