19 giugno 2009 / 08:57 / tra 8 anni

Artista italiano crea rete web di creativi per cause sociali

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - Lavorare per associazioni benefiche è bello ma non aiuta a pagare le bollette. Cosa frustrante per i professionisti della comunicazione, dice un giovane artista italiano. Che ha trovato nel web il modo per aprire una finestra globale sui temi sociali.

Per professionisti troppo spesso concentrati su prodotti e stili, invece che sul comunicare ala gente un messaggio su temi mondiali che la induca ad agire. Per giovani artisti e studenti, che con l‘idea giusta possono finire s una ribalta internazionale.

“Quando abbiamo iniziato nel 2007 non avevamo idea di come sarebbe stata accolta dalla comunità del design, dal pubblico e dalle stesse associazioni benefiche per le quali stavamo lavorando”, dice Pasquale Volpe, 30 anni, ideatore assieme a Tommaso Minnetti di “Good 50×70” (), che stasera alla Triennale di Milano inaugura la sua terza edizione, con una mostra che propone 210 poster selezionati da una giuria, tra i 4.126 arrivati da 67 Paesi, dal Suriname alo Zimbabwe.

“Ora crediamo di essere decisamente sulla strada giusta per raggiungere il nostro obbiettivo di offrire gratis creatività alle associazioni benefiche e stimolare la comunità dei creativi ad esser consapevoli del potere che ha di essere un‘energia a fin di bene ”, spiega in una nota.

Patroncinata da Unesco, “Good 50x70” 2009 proporrà manifesti su lavoro minorile, cambiamenti climatici, diritto alle cure sanitarie, HIv/Aids, emergenza nucleare, guerra al terrorismo e violazione dei diritti delle donne, temi scelti da Amnesty International, African Medical and Research Foundation, Emergency, Greenpeace, Lila e Wwf. Associazioni che potranno disporre gratuitamente per le loro campagne di ogni manifesto che ha concorso, semplicemene indicandone l‘autore.

New York, Hong Kong, Tokyo, Teheran e Bogotà sono tra le 20 città che hanno chiesto di ospitare la mostra 2009, ha detto Volpe.

Come terza edizione di un progetto internazionale, il flusso di creatività e impegno da una comunità artistica globale collegata via Internet va al di là della mostra. “Crediamo fermamente che per cambiare lo status quo nel settore dei creativi dobbiamo coinvolgere e impegnare la nuova generazione del talento creativo. Così offriamo seminari a scuole di design ed università in cui facciamo lezioni di comunicazione sociale, aiutiamo gli studenti a disegnare poster e montare mostre su ogni cosa producano”, spiega ancora l‘artista italiano.

Seminari e laboratori sono stati svolti in Italia, Messico, Turchia e Hong Kong, con altri in programma nel quest‘anno e il prossimo. Mentre Amsterdam e Suriname hanno lanciato versioni di “Good 50x70” concentrate su temi locali.

Mentre un giovane creativo che tenta di iniziare la sua carriera deve riempire il suo portfolio con lavori per grandi marchi per essere notato, “noi abbiamo deciso di creare un nostro proprio progetto per premiare la creativita’ nella comunicazione sociale...” dice in una nota del catalogo. “Good 50×70 potrebbe non cambiare direttamente alcuno dei temi che vedete in questo libro, ma se possiamo risvegliare le comunità del graphic design e dei creativi (nella consapevolezza) del potere che hanno di essere un‘energia a fin di bene, avremo ottenuto qualcosa”.

Volpe spera anche che questo grande social network di creatività possa stimolare impegno e consapevolezza a tempo pieno sui temi etici e sociali nei professionisti della comunicazione, anche quando stanno lavorando per scopi commerciali o grandi aziende.

Nel frattempo, questa missione difficile e non retribuita ha contribuito a rendere il giovane ideatore di “Good 50x70” abbastanza famoso nel settore anche all‘estero, dove spesso conduce corsi e seminari.

Anche se è a MIlano, che si è preso la soddisfazione maggiore, ammette Volpe. Chiamato a insegnare al prestigioso Ied (Istituto Europeo di Design), a un corso Master al quale l‘anno prima voleva iscriversi come studente.

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