16 giugno 2009 / 11:34 / 8 anni fa

Protesta iraniana alimentata dal web, tra blogosfera e Twitter

LONDRA (Reuters) - I sostenitori del candidato iraniano sconfitto alle presidenziali Mirhossein Mousavi hanno lanciato oggi attraverso Twitter un appello per convocare una seconda manifestazione pro-Mousavi ed offrendo aggiornamenti sulla sicurezza.

<p>Protesta iraniana alimentata dal web, tra blogosfera e Twitter. REUTERS/Stringer</p>

Siti come Twitter e Facebook sono diventati un punto cruciale per i giovani iraniani di città, che si oppongono al presidente Mahmoud Ahmadinejad, che ha sconfitto Mousavi nelle elezioni di venerdì e il cui governo controlla i media di stato.

“Alert: marcia per Mousavi ancora alle. 5PM,” si legge in uno dei messaggi o “tweet”, su Twitter, sito di microblogging.

“Buona fortuna alla marcia. Non portate automobili, vi aspetteranno quando tornerete da loro”, si legge in un altro, mentre messaggi sul tema delle elezioni iraniane si susseguono ogni pochi secondi.

Il governo iraniano ha bloccato i messaggi di testo sms dopo che i candidati dell‘opposizione li usavano per dare la carica ai giovani elettori durante una campagna incandescente contro il risultato elettorale fortemente contestato. E ancora ieri gli abitanti di Teheran non potevano inviare sms.

Anche il servizio Bbc in persiano era bloccato.

Il sito di social network Facebook, che ha circa 150.000 iscritti in Iran, ha detto ieri di aver avuto notizia che alcuni utenti in Iran hanno avuto difficoltà ad accedere al servizio.

“Questo è riprovevole specie in un‘epoca in cui i cittadini si rivolgono a Internet come a una fonte di informazioni sulle recenti elezioni”, ha detto in una nota.

Secondo il sito di monitoraggio della censura OpenNet Initiative, gli iraniani hanno iniziato a puntare in massa su Internet nel periodo 1997- 2005 durante la presidenza di Mohammad Khatami, quando decine di pubblicazioni indipendenti sono state chiuse ed i giornalisti incarcerati.

In un rapporto del 2007 sull‘Iran, OpenNet Initiative ha stimato che ci fossero circa 400.000 blog in Farsi, e le pubblicazioni su Internet sono esplose, malgrado quel che è stato definito “uno dei più estesi sistemi tecnici di filtro del mondo”.

Più di 23 milioni di Iraniani nel Paese di 70 milioni, più del 60% dei quali sotto i 20 anni, hanno accesso a Internet.

Lo scorso 23 maggio Facebook era stato chiuso in Iran, come una serie di siti politici e di diritti umani che erano già stati bloccati.

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